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Consip, Renzi: "Sono pronto a chiedere i danni in tribunale"

Lʼex premier: " Travaglio talvolta fa ʼil Falso quotidianoʼ, ma chiederà scusa in tribunale". Il direttore del giornale: "Sarò io a denunciarlo"

Consip, Renzi: "Sono pronto a chiedere i danni in tribunale"

"Dopo il caso Consip il tempo del buonismo è finito, è finita la parte di quello che sta buono e zitto. Io sono pronto a chiedere i danni. Andremo in tribunale e diremo le cose che dovremo dire". Lo ha detto Matteo Renzi sulle intercettazioni falsificate sul padre Tiziano. "Marco Travaglio avrebbe potuto chiedere scusa per aver scritto cose false, ma lo farà in tribunale", ha ribadito l'ex presidente del Consiglio.

Parlando a "Otto e mezzo", Renzi ha spiegato che "una volta al giorno anche Travaglio può dire una cosa giusta. Travaglio talvolta fa 'il Falso quotidiano' e io dei falsi non mi interesso. Deve chiedere scusa, lo farà in tribunale", il direttore del Fatto non deve "scappare".

Travaglio contrattacca: "E adesso lo denuncio io" - Il direttore del "Fatto" non è certo "spaventato" dalle "minacce di questo bulletto e della sua famigliola", scrive sul quotidiano, annunciando la denuncia per aver "diffamato" il suo giornale chiamandolo "Falso quotidiano". "Non mi meraviglierò - continua - della sua assenza al Tribunale né lo accuserò di 'scappare': preferirò credere che abbia finalmente deciso di mantenere la leggendaria promessa di ritirarsi a vita privata in caso di sconfitta al referendum costituzionale". Il riferimento è all'accusa da parte di Renzi di essersi "sottratto a un'udienza di conciliazione nella causa civile intentata da suo padre al Fatto e al sottoscritto per articoli su spiacevoli (per lui) verità: si trattava invece di un'udienza di comparizione delle parti, che richiedeva esclusivamente la presenza degli avvocati".

Attacco ai Cinquestelle - E mentre il duello con Travaglio assume toni sempre più forti, l'ex premier ne ha anche per il M5s, di cui dice che "se vogliono attaccarmi giochino pulito, per il resto mi sono rivolto ad un avvocato per valutare querele" perché il movimento ha tenuto un atteggiamento "squallido" su Internet "attraverso un meccanismo che un'azienda privata controlla con fake news, con trolls...".

Sull'inchiesta in sé, Renzi sottolinea che se qualcuno ha falsificato atti "dovrà pagare", ma "ho fiducia nella magistratura, credo nell'arma dei carabinieri, non faccio polemiche". "Se c'e' stata una falsificazione di prova evidentemente è una cosa grave...", ha aggiunto. Ma, ha precisato, "non saro' mai uno di quelli che vive di complotti. Credo che la verità verrà a galla, ma mi sentirei un piccolo uomo, un omuncolo se oggi facessi quello che dice 'ah, avete visto...'".

La polemica sull'agnello - "È una tradizione famigliare a cui non vengo meno, non amo moltissimo l'agnello ma non sono d'accordo quando la politica strumentalizza le scelte personali, anche il pranzo di Pasqua. Coldiretti ha lanciato l'hashtag 'salva un pastore' e la trovo un'ottima idea. Io mangio la carne, se qualcuno mi tocca la fiorentina mi arrabbio ma rispetto le scelte degli altri. Di animali in politica ce ne sono già tanti evitiamo altre querelle". Così Renzi replica al video animalista di Silvio Berlusconi sugli agnelli di Pasqua.

"Follia" le accuse di Report - "Credo che il Pd abbia già querelato. E' pura follia, l'unica risposta a questa cosa è una firma sotto una querela". Così l'ex premier ha commentato il servizio di Report sulla vicenda Unità-Pessina-Eni

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