ASSEMBLEA NAZIONALE

Circoli Pd: Renzi in testa al 69%, Orlando al 25%, Emiliano al 7%

Ma i riflettori rimangono puntati sulla scarsa affluenza: solo la metà degli iscritti ha partecipato al voto. Attesa per i dati ufficiali

03 Apr 2017 - 02:01

Matteo Renzi tiene saldamente il comando nella corsa a tre per la segreteria Pd. L'ex premier avrebbe raggiunto il 69%, staccando nettamente Andrea Orlando (che avrebbe ottenuto il 25%) e Michele Emiliano, che ha sfondato la soglia minima del 5% toccando il 6,3%. Ma è la bassa affluenza al voto a fare notizia: solo circa la metà degli iscritti ha partecipato. Attesa per i risultati ufficiali che arriveranno lunedì.

Riflettori puntanti sulla scarsa partecipazione - Sia Emiliano sia l'ex ministro Orlando hanno messo in evidenza il dato sulla bassa affluenza. "Mi auguro che alle primarie del 30 aprile votino oltre 2 milioni di persone perché sotto questa soglia sarebbe un colpo per tutto il Pd", ha affermato, dal canto suo, Orlando.

Attesa per i dati ufficiali - Intanto i dati ufficiali arriveranno solo lunedì perché in alcuni circoli si è votato fino a mezzanotte, soprattutto al Sud. In Calabria, Sicilia e in particolare Campania la maggioranza delle sezioni, a sera, doveva ancora essere fotografata. E questi ritardi, assieme alle "anomalie" denunciate nel corso dei tesseramenti, di sicuro alimenteranno le polemiche del giorno dopo il voto.

Vittoria di Renzi a Roma - Ognuno brinda ai risultati locali: nonostante la vittoria di Renzi a Roma, Orlando dichiara tutta la propria soddisfazione per aver registrato proprio nella capitale il suo miglior risultato con il 36%; così come rivendica il primo posto a La Spezia, sua città natale. L'ex premier invece guarda soprattutto al primo posto incassato a Bologna ma anche a Bari, la città di Emiliano, e in generale la buona riuscita in Liguria. E' un vanto poi il risultato di Firenze dove l'ex sindaco della città ha messo a segno l'82% dei consensi.

Candidati pronti al secondo round - Si avvicina così il secondo atto del congresso, dove ciascuno dei tre candidati si dice certo di poter vincere. Se Orlando non demorde e assicura di essere pronto a lasciare da parte esitazioni e dubbi per far cambiare rotta al partito e Emiliano scommette su alcune sorprese che ha messo in cantiere per dare filo da torcere ai contendenti, Renzi ai suoi spiega di non sottovalutare di certo l'appuntamento con le primarie ma anche di confidare in un risultato non troppo diverso da quello di questo primo round.