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Inchiesta Bisteccheria Italia, la difesa dei Caroccia davanti ai pm: “I soldi sono di Delmastro, non della criminalità”

La versione della donna interrogata in procura, al centro l’origine dei fondi per l’attività di via Tuscolana

01 Apr 2026 - 13:45
Miriam Caroccia al centro © Ansa

Miriam Caroccia al centro © Ansa

"Diremo ai magistrati che non c'è un centesimo della criminalità organizzata ne 'Le 5 Forchette', non c'entra nulla la famiglia Caroccia, non c'entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato". Lo ha detto l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Miriam Caroccia e Mauro Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, prima di entrare in Procura a Roma dove verranno interrogati i suoi assistiti. La donna è indagata nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza i reati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

"Nel capitale sociale complessivo della srl di 10 mila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250. Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. Davanti al notaio di Biella lei c'era e sapeva di essere amministratore unico", ha aggiunto Gallo. 

"Delmastro è stato l'unico a dargli una mano" "Andrea Delmastro andava alla Bisteccheria d'Italia a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l'unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il locale: nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni. Caroccia è vittima della criminalità organizzata". Lo ha detto l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Miriam Caroccia e Mauro Caroccia, indagati dalla Dda per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, prima di entrare in procura a Roma dove verranno interrogati i suoi assistiti.

"Da dove vengono i soldi?"

 Il difensore ha annunciato di volere chiedere ai magistrati "di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese perché se ci fossero stati credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli". "L'apertura della società 'Le 5 Forchette' con la figlia Miriam è stata una scelta per sentirsi più tranquillo: una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava di cambiare vita", ha aggiunto.

Miriam Caroccia ai pm: "Questa storia mi sta rovinando la vita"

 "Questa storia mi sta rovinando la vita, ricevo minacce sui social, mi danno della mafiosa, sono distrutta. Io non ho fatto nulla di male. Ora cosa faro?". E' quanto avrebbe detto, stando a quanto afferma il suo difensore, Miriam Caroccia nel corso dell'interrogatorio. Parlando del ristornate Bisteccheria d'Italia, al centro dell'indagine, la 19enne ha anche detto che ci lavorava come cameriera e si occupava anche delle pulizie.

Il contesto

 Nella vicenda compare anche il nome dell’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, che però non risulta indagato. Gli accertamenti degli inquirenti puntano a chiarire i flussi di denaro e la reale titolarità dell’attività. Il fascicolo è affidato al sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice. Le indagini proseguono per verificare la fondatezza delle dichiarazioni e ricostruire nel dettaglio i rapporti economici legati alla gestione del locale.

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