Il Pdl accelera sul processo breve e in una lettera del capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa, chiede alla Presidente Giulia Bongiorno che sia subito calendarizzato in Commissione. Richiesta che, riferiscono fonti parlamentari, sarà esaminata nell'Ufficio di Presidenza martedì alle 15 e che il Pdl potrebbe avanzare anche in capigruppo per l'Aula. Le opposizioni fanno muro. L'Anm: progetto devastante
Dure le reazioni delle opposizioni, che annunciano battaglia contro il tentativo di una nuova accelerazione sul tema. In occasione della prima lettura parlamentare al Senato, aspre contestazioni erano venute non solo da Pd, Idv e Udc, ma dalla magistratura e dal mondo giuridico.
La norma transitoria che consentirebbe di applicare la legge anche ai procedimenti in corso, infatti, metterebbe a rischio fino al 50% dei processi in alcuni distretti, secondo l'Anm; dal 10 al 40% secondo i dati del Csm. Dati sempre contestati dal ministro Angelino Alfano, che ha sempre sostenuto che non più dell'1 per cento verrebbe dichiarato decaduto con la nuova legge.
Norma di iniziativa parlamentare Pdl-Lega (primo firmatario Maurizio Gasparri), la legge sulla 'ragionevole durata dei processi' stabilirebbe un termine temporale oltre il quale un processo si estingue. Approvata al Senato a fine 2009, considerata dalle opposizioni una legge 'ad personam' finalizzata alla cancellazione dei processi contro il premier, contestata da vasti settori della magistratura e della comunità giuridica, era stata autoaffondata dallo stesso Berlusconi quando ancora la rottura con Fini non aveva causato l'uscita di Fli dalla maggioranza: "Anche se questa norma è giusta ed anzi assolutamente doverosa - aveva detto il premier annunciando la rinuncia a inserirla tra i 'cinque punti' della fiducia di fine settembre - la sinistra e i suoi giornali la fanno diventare uno scandalo e la mettono al centro di una campagna ancora e sempre contro di me".
La commissione Giustizia se ne era occupata per l'ultima volta l'8 settembre 2010, poi, secondo la definizione usata da Gianfranco Fini già mesi prima, era finita su un "binario morto" parlamentare.
Franceschini: "Vergogna assoluta"
"Il processo breve è una vergogna assoluta". Lo afferma il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini ospite di 'Otto e mezzo'. "A cominciare dal ministro della Giustizia, tutti puntualmente pronti a correre e scattare quando gli viene ordinato dal capo - aggiunge Franceschini -. Tutto questo passa davanti a tutto il resto, senza pudore o vergogna". "Noi - rilancia - ci opporremo" spiegando che "c'è una opposizione in Parlamento e la mobilitazione della società civile".
Pecorella: "Non so se è strada giusta"
Gaetano Pecorella, deputato del Pdl, storicamente uno dei più ascoltati consiglieri giuridici di Silvio Berlusconi, è perplesso sul rilancio chiesto dal Pdl dell'iter parlamentare del processo breve. "Si rischia - ha affermato intervenendo alla presentazione del libro di Livio Pepino 'Giustizia, la parola ai magistrati' - di comprimere il diritto della difesa, e non si può pensare a un sistema giudiziario che non dia una risposta al cittadino".
Pdl: opposizione faccia proposte
Il Pdl invita le opposizioni a un confronto di merito e a presentare altre proposte sul 'processo breve' anzichè "strumentalizzare" l'iniziativa assunta dal partito di maggioranza relatova per la ripresa del suo iter alla Camera. "Vogliamo introdurre regole - afferma il capogruppo Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa - che combattano gli insostenibili ritardi dei processi penali. La sede per individuare la migliore soluzione, nell'interesse della giustizia, e' il Parlamento attraverso la discussione e il dibattito. L'opposizione presenti le sue proposte: le valuteremo senza pregiudizi, ma ci attendiamo da loro il medesimo rispetto. E a questo proposito non e' corretto che il Pd attacchi il processo breve, quando quella stessa proposta non molto tempo fa era stata formulata in Senato da quel partito. E non e' corretto che alcuni esponenti di Fli minaccino di protestare in piazza contro un provvedimento votato al Senato da tutti quelli che oggi fanno parte del gruppo Fli di Palazzo Madama. Occorre abbandonare le strumentalizzazioni e concentrarci sul merito dei temi all'ordine del giorno".
Anm: "Effetti devastanti"
Il rilancio della proposta di legge sul cosiddetto processo breve, che oggi il Pdl ha chiesto di rimettere all'ordine del giorno della commissione Giustizia della Camera, non piace all'Associazione nazionale magistrati: "E' noto il nostro giudizio negativo - commenta il presidente dell'Anm, Luca Palamara, parlando a margine della presentazione di un libro sul tema della giustizia - sugli effetti devastanti che queste riforme possono avere. Credevamo che queste proposte fossero ormai accantonate, ma ribadiamo che a nostro giudizio vanno nel senso contrario a quello di cui la giustizia ha bisogno, cioè di un processo che funzioni nell'interesse di tutti quanti". "Abbiamo necessità - dice ancora il leader della magistratura associata - di riforme strutturali e non di provvedimenti contingenti e dettati da situazioni episodiche".
