Palasharp di Milano tutto esaurito come per i concerti delle grandi star, per la manifestazione "Dimettiti" organizzata da Libertà e Giustizia e sostenuta da, tra gli altri, Umberto Eco e Roberto Saviano. In prima fila intellettuali, politici e sindacalisti, presi d'assalto dai 150 giornalisti accreditati anche dall'estero e da molte delle 11.500 persone che hanno sottoscritto on line l'appello di Libertà e Giustizia contro il premier.
Oltre 150 i giornalisti accreditati, soprattutto stranieri, dalla Cnn ad Al Jazeera, dalla tv di stato Russa alle reti della tv Svizzera, ma anche quotidiani come El Pais, Sueddeutsche Zeitung, l'International Herald Tribune. Di fronte a un Palasharp tutto esaurito, con molta gente rimasta fuori dai cancelli ad ascoltare gli interventi diffusi dall'altoparlante, gli oratori, a partire da un Eco in versione ironica e da un Saviano emozionato e ispirato, sono riusciti a infiammare la platea come delle rockstar. Per molti, ''era doveroso essere qui'' come ha spiegato la signora Paola, sfoggiando con orgoglio sulla fronte un adesivo con il volto di Berlusconi sormontato dalla scritta 'Dimettiti'. Non giovanissimi, ma molto determinati nel chiedere le dimissioni del Premier, gli undicimila che hanno raccolto l'appello online di Liberta' e Giustizia non hanno esitato a esibire cartelli con scritte ironiche come 'I vecchi bavosi ci rendono nervosi. Per Silvio ed Emilio vogliamo l'esilio' o 'processo 'a' breve - Berlusconi non scappare ancora', ma anche di stampo patriottico come 'Sveglia Italia, meritiamo di piu''.
Assenti le bandiere di partito, solo il tricolore ha sventolato da piu' parti sotto il tendone, mentre dal palco gli interventi di Susanna Camusso e Roberto Saviano invitavano a superare le sterili contrapposizioni per ritrovare l'unita'. Accolto da un fragoroso applauso, l'autore di 'Gomorra', con la sua denuncia del voto di scambio e l'invito a 'sporcarsi le mani', e' stato la star della giornata. Il suo intervento e' stato chiuso da una standing ovation. Per qualsiasi altro oratore sarebbe stato difficile prendere la parola dopo di lui, ma un Umberto Eco in gran forma ha avuto facile presa sul pubblico: ''Credevamo che il nostro presidente avesse in comune con Mubarak solo una nipote, invece - ha ironizzato tra le risate e gli applausi - ha anche il vizietto di non voler dare le dimissioni''.
E' stato molto applaudito, soprattutto dalle donne, anche l'intervento 'al femminile' del segretario della Cgil Susanna Camusso, che sfoggiava con orgoglio una sciarpa bianca al collo, simbolo della protesta delle donne contro lo svilimento della loro immagine. Terminati gli interventi dei 'big', sul palco hanno trovato spazio anche le domande e il malcontento di un ragazzino di 13 anni: ''Perche' Berlusconi si fa i comodi suoi, i festini ad Arcore, mentre - si e' chiesto Giovanni, facendosi interprete dell'intera giornata - c'e' gente povera e giovani che non trovano lavoro?''.
