politica

"Stop a impugnabilità legge"

Premier rilancia norma inappellabilità

05 Feb 2011 - 19:44
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"Quando il Parlamento fa una legge non deve esserci più la possibilità che il pm la impugni e la Corte costituzionale la abroghi in osservanza dei desideri del pm". Silvio Berlusconi assicura che le cose cambieranno perché "non si può più continuare ad accettare" che un cittadino assolto possa essere richiamato in processo. A questo scopo, assicura, lavoreremo per far passare la legge sull'inappellabilità per chi è assolto, bocciata dalla Consulta.

Durante una telefonata alla Assemblea regionale dell'Adc di Francesco Pionati il premier è tornato sulla questione della durata di processo che, ha ribadito, "va cambiata". Per Berlusconi infatti: "Non si può continuare ad accettare che un cittadino sottoposto a processo e assolto possa essere richiamato in Appello o in Cassazione - ha aggiunto -. I Pm lo fanno sempre per puntiglio o per antipatia personale o politica". La conseguenza sarebbe quella di "rovinare la vita delle persone nei gironi infernali dei processi".

"E' una legge che avevamo già fatto - ha rivendicato il premier -, ma come per tutte le leggi che non piacciono ai pm, i pm le impugnano e le portano davanti alla Corte Costituzionale, formata da 11 giudici provenienti dall'area di sinistra e solo 4 da destra, e l'hanno abrogata. Questa è una cosa che non possiamo più accettare".

"Presto riforma intercettazioni e processo breve"
Riforma delle intercettazioni, limitate solo alle indagini sui reati più gravi, e processo breve. Sono le due riforme che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rilancia. "Stiamo preparando quella riforma che Fini e i suoi ci bloccavano, presenteremo presto in Parlamento - fa sapere il premier - una legge in cui le intercettazioni possono essere fatte solo in indagini che riguardano reati di criminalità organizzata, pedofilia, omicidio e terrorismo".

"Oggi - ha detto Berlusconi - non siamo più bloccati nella presentazione della riforma sulla giustizia. Possiamo andare avanti e cambiare quelle cose che non vanno e che non possiamo tollerare". Il premier è tornato quindi sul tema delle intercettazioni: "Non c'è libertà in un Paese in cui telefoni e non hai la certezza dell'inviolabilità della tua conversazione. Questo rappresenta la barbarie, è il contrario della libertà" anche perché le "intercettazioni possono essere facilmente manipolate, si possono trascrivere in modo diverso dalla realtà. Le intercettazioni nei processi sono escluse come prove e non possono valere come prova né per l'accusa né per la difesa".

"Fini ha chiesto a Bossi di mollarmi"
"Noi abbiamo la fortuna di avere in Bossi e nella Lega un alleato solido e leale" come dimostra il fatto che "in tutti questi giorni hanno continuato a dirgli se lasci Berlusconi" noi ti diamo il federalismo, anche "Fini ha fatto lo stesso" e "Bossi mi ha raccontato dell'incontro che ha avuto" con il leader di Fli. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, nel corso di un collegamento telefonico con una manifestazione di Alleanza di Centro, nel corso del quale il premier ha comunque detto di non aver "nessun timore che la Lega possa dismettere l'accordo fondato sul programma che ha con noi".

"No ad accordi locali con Udc e Fli"
"Io sono per la chiarezza e la coerenza al centro e nella periferia del Paese e quindi da parte mia la chiarezza si impone: devo tuttavia ricordare che il Pdl è un partito democratico e quindi faremo delle riunioni a cui sottoporremo questo problema e sono fiducioso che la scelta vada nel senso che tu ed io auspichiamo e cioe' di non andare in periferia" con chi è contro il "governo nel Paese". Con queste parole il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere contrario ad alleanze locali con Udc e Fli.