I giornalisti Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro sono diventati azionisti di "Libero", il quotidiano vicino al centrodestra edito dalla famiglia Angelucci. Feltri, 67 anni, fondatore di "Libero", è attualmente direttore editoriale de "Il Giornale". Belpietro, 52 anni, oltre a essere direttore responsabile di "Libero", è conduttore tv a Mediaset. Non è stato reso noto a quanto ammonti la percentuale del pacchetto azionario.
Feltri il 21 dicembre lascerà l'incarico al Giornale per assumere lo stesso ruolo presso "Libero". L'accordo tra l'Editoriale Libero e i due giornalisti è stato raggiunto nei giorni scorsi, dice il comunicato. Non è chiaro quale percentuale del pacchetto azionario controllino Feltri e Belpietro. La famiglia Angelucci, con interessi nel settore della sanità, editano anche un altro quotidiano, "Il Riformista", vicino al centrosinistra.
Capezzone: "Auguri a Feltri e Belpietro"
"Invio a Vittorio Feltri, a Maurizio Belpietro, a "Libero", i miei auguri e un affettuoso in bocca al lupo per la nuova avventura. I modi e le caratteristiche di questo esperimento, sia sul piano della compagine editoriale sia sul piano del prodotto giornalistico, che si annuncia da non perdere, fanno pensare che Feltri e Belpietro apriranno una strada, dando respiro ad un'editoria italiana che è particolarmente bisognosa di novità coraggiose. Auguri e complimenti a questi due campioni di informazione libera, dunque". Lo dichiara in una nota Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.
I giornalisti che hanno fatto il "salto"
Negli ultimi anni in Italia non sono molti i giornalisti che hanno fatto il "salto" diventando editori. Di certo si tratta di "metamorfosi felici". Basta pensare ai casi più eclatanti, come quello di Eugenio Scalfari o di Mario Ciancio Sanfilippo. Nel 1950, infatti, Scalfari diventa collaboratore prima a Il Mondo e poi all'Europeo di Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti. Ed è proprio assieme a quest'ultimo che, a soli sei anni di distanza, nel '56, diventa azionista del Gruppo Espresso di cui Benedetti è anche direttore. Un incarico che nel '63 ricopre lo stesso Scalfari trovandosi anche lui ad essere direttore del settimanale e contestualmente parte della compagine azionaria del Gruppo. Cinque anni dopo, però, lascia la direzione e nel '76 fonda la Repubblica, partecipata al 50% dal Gruppo Espresso e al 50% da Arnoldo Mondadori.
E' poi negli anni '80 che Scalfari vende le sue azioni del Gruppo Espresso, rilevate da Carlo De Benedetti (che poco a poco diventa azionista di riferimento di Gruppo Espresso) e resta così fuori dalla proprietà sia del Gruppo che di "la Repubblica", pur continuando a dirigere il quotidiano fino al al '96 per poi restare come editorialista.
Per Ciancio Sanfilippo il percorso è un po' diverso ed è strettamente legato alla sua famiglia. Discendente dei Sanfilippo di Adrano, nipote del fondatore del quotidiano "La Sicilia" Domenico Sanfilippo, si laurea in giurisprudenza nel 1955 e due anni dopo diventa giornalista professionista divenendo nel 1967 editore e direttore responsabile de La Sicilia. Negli anni ha costruito un gruppo editoriale che comprende importanti mass media della Regione e parte di quelli presenti in altre regioni dell'Italia meridionale. Da 53 anni, dunque, è direttore ed editore de La Sicilia ed attualmente è consigliere nel Cda dell'Ansa.
