In un vertice tra Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli è stato raggiunto un accordo per presentare una seconda mozione di sfiducia unitaria contro l'esecutivo. Per il finiano Italo Bocchino ci sono 317 voti. Il messaggio dei leader Fli, Udc e Api è chiaro: il premier "si dimetta e apra una nuova fase". Ma Silvio Berlusconi ribatte: la mozione di sfiducia è "da irresponsabili. Io continuo a lavorare nell'interesse del Paese".
Dal Kazakistan, prima di volare in Russia, il premier fa sapere che è "da irresponsabili non mantenere la stabilità in Italia". Poi, prosegue deciso: "in questa condizione continuo a lavorare nell'interesse del Paese".
Poi, appena giunto nell'hotel di Soci (Russia), dove si trova per la bilaterale con il governo russo, il presidente del Consiglio, riunisce i ministri presenti. A loro - Paolo Romani (Sviluppo economico), Roberto Maroni (Interno), Ignazio La Russa (Difesa), Maria Vittoria Brambilla (Turismo) e al sottosegretario Paolo Bonaiuti - dice che non intende dimettersi, convinto che avere un governo diverso da quello votato dagli italiani senza un voto sarebbe un colpo di mano, ovvero un golpe.
Mentre mancano ancora 12 giorni al voto della Camera sulla sfiducia al governo, i centristi danno fuoco alle polveri della crisi. Dopo il vertice, Gianfranco Fini dice ai deputati di Futuro e Libertà che "la fiducia alla Camera non c'è più".
La riunione di Fli-Udc-Api, allargata a Raffaele Lombardo, dell'Mpa, Italo Tanoni (Libdem), Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti, del gruppo misto, ha sancito la nascita un'area di "responsabilità politico-istituzionale", sorta dalla necessità di "assicurare al Paese un governo solido e sicuro, in grado di affrontare la seria crisi economico-sociale e di evitare un inutile e dannoso ricorso alle urne".
Per la Lega Nord si tratta di un "grave errore politico". "Noi voteremo la fiducia - dicono in una nota congiunta i capigruppo di Camera e Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo - il 14 dicembre sarà il giorno della chiarezza".
Intanto si fanno i conti in vista del 14 dicembre. "Siamo 317" esulta il capogruppo di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, sommando i deputati del Terzo Polo pronti a sfiduciare Berlusconi ai parlamentari di Pd e Idv. "Non è larga - osserva Beppe Pisanu, il candidato del Terzo Polo alla presidenza del Consiglio nel caso di un nuovo governo, tuttavia pronto a votare la fiducia al premier - ma è una maggioranza".
Mentre, il coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, Ignazio La Russa, esclude "che Berlusconi possa dimettersi prima del 14, anzi è determinato a chiedere la fiducia alla Camera e al Senato. Capisco che qualcuno vorrebbe che fosse lui a togliere le castagne dal fuoco ma non sarà così. Il 14 sarà il momento della verità contro i giochi di palazzo".
L'opposizione di sinistra vede come un "fatto positivo" la nuova mozione. Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, "finalmente la crisi è evidente". Mentre il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, continua a battere sullo stesso tasto: "Dobbiamo cambiare, siamo screditati in tutto il mondo".
