politica

Vertice Pdl-Lega, "fiducia o voto"

15 Nov 2010 - 23:50
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Dopo la Finanziaria un voto di fiducia per verificare se il governo ha ancora i numeri per proseguire. Se l'esecutivo dovesse essere sfiduciato, allora Pdl e Lega reclamerebbero "con forza" le elezioni anticipate. E' quanto sarebbe emerso dall'incontro tra Silvio Berlusconi, i coordinatori del Pdl e lo stato maggiore della Lega. Un'intesa con il Carroccio che Ignazio La Russa descrivono come "un patto di ferro tra Berlusconi e Bossi".

Dal vertice sarebbe dunque emersa la decisione di approvare la Finanziaria e poi di portare la crisi in Parlamento. Non è quindi passata l'ipotesi di una crisi pilotata. Lega e Berlusconi avrebbero concordato sul fatto che l'unica alternativa all'attuale esecutivo è il voto anticipato, escludendo ipotesi di dimissioni del premier o di crisi che portino a un governo Berlusconi bis.

Secondo quanto si apprende, sarebbero comunque state esaminate tutte le ipotesi per superare l'attuale stallo, poi l'intesa. A inizio vertice la Lega sarebbe tornata a prospettare la possibilità di una crisi pilotata per un Berlusconi bis, soluzione però stroncata ancora una volta dal Cavaliere: "Non mi fido di Fini", avrebbe detto.

La Russa: patto di ferro Berlusconi-Bossi
"Il patto di ferro Berlusconi-Bossi" esclude l'eventualità di un Berlusconi bis e in caso di un voto di sfiducia in Parlamento "la maggioranza ribadirà con forza la richiesta di elezioni anticipate". Lo ha detto Ignazio La Russa, al termine del vertice di maggioranza appena concluso ad Arcore.

Bondi: "Governo lavora per interesse Paese"
Sandro Bondi, che ha parlato con i giornalisti davanti a Villa San Martino insieme agli due coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa e Denis Verdini, ha ribadito che la Lega e il Pdl escludono "la possibilità di un governo diverso da quello attuale che ha lavorato e sta lavorando in modo ottimale per l'interesse del Paese. E' stata ribadita la necessità di approvare celermente la legge di stabilità nell'interesse del Paese. Dopo di che la parola passa al Parlamento per la fiducia al governo".