Sulla riforma della giustizia il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si dichiara disponibile. "E' una riforma certamente necessaria ma è altrettanto evidente che l'articolazione della medesima può contenere norme controverse se non inaccettabili", ha sottolineato Fini dopo l'incontro con il Guardasigilli, Angelino Alfano. Per Fini, tuttavia, "la separazione delle carriere va disciplinata senza alcuna ingerenza del potere esecutivo".
Nel giorno in cui dal Senato arriva il primo via libera allo scudo processuale retroattivo, il leader di Fli indica dunque alcuni paletti che dovranno essere rispettati dalla riforma complessiva della giustizia: "Non si può giudicare compiutamente una bozza di linee guida, ma unicamente, quando sarà presentato, l`articolato del ddl costituzionale. Ciò per la ovvia ragione che se è certamente necessaria la riforma della giustizia, è altrettanto evidente che la articolazione della medesima può contenere norme controverse se non inaccettabili".
"Un solo esempio: la auspicata separazione delle carriere andrà disciplinata in modo tale da non comportare alcuna ingerenza del potere esecutivo su quello giudiziario; di qui la necessità della massima chiarezza nella formulazione delle norme che disciplineranno e delineeranno i poteri e le funzioni del Csm, della istituenda Alta Corte di Disciplina e dello stesso Ministro Guardasigilli", prosegue Fini. - "In sintesi, trattandosi di una riforma che inciderà fortemente sulla Costituzione e non di un mero manifesto politico di intenti è doveroso sospendere il giudizio in attesa di conoscere il testo che il consiglio dei Ministri approverà e di verificare, con spirito costruttivo, le eventuali modifiche apportate dal Parlamento", conclude Fini.
