politica

Casa An,"parziale autocritica Fini"

26 Set 2010 - 19:11
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Nel suo videomessaggio Fini ha fatto una parziale autocritica. Che, se fosse arrivata all'inizio della vicenda della casa di Montecarlo, "avrebbe risparmiato a lui e a noi una polemica molto lunga". La pensa così il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, sottolineando che il presidente della Camera ha fatto appello a una ripresa del confronto politico. "La parola - conclude - passa a Berlusconi".

Cicchitto si augura a questo punto che ci sia una ripresa del confronto politico e dice che adesso è il turno del premier "non per entrare in queste polemiche, ma per rivolgere al Parlamento e al Paese un discorso positivo".

Bocchino: Fini si è liberato di un peso
"Se si venisse a sapere che la casa di Montecarlo è davvero di proprietà di Tulliani, la prima vittima di questa vicenda sarebbe Fini. E il fatto che il presidente della Camera abbia messo a disposizione il suo incarico dimostra la sua caratura diversa come uomo politico". Commenta così il videomessaggio Italo Bocchino, a Torino per un incontro di Generazione Italia del Piemonte. "Fino ad oggi abbiamo avuto politici che dicevano che di fronte a situazioni del genere i magistrati che indagavano erano dei pazzi comunisti - ha aggiunto -. Invece ora la terza carica dello Stato dice che la magistratura deve compiere il suo dovere". Ai giornalisti che gli chiedevano di quale umore fosse Fini dopo il video, ha risposto di avere "sentito Fini subito dopo. L'umore di Fini è molto solido. Si è liberato del peso di una vicenda che lo ha visto vittima di un massacro mediatico mai visto prima nel nostro Paese. Ora è pronto ad accantonare la vicenda e a scendere in campo politicamente sul territorio e a livello nazionale per offrire un'opzione politica al Paese e anche agli elettori del centrodestra".

Commentando poi le dichiarazioni di Bossi che si è detto convinto delle dimissioni di Fini da presidente della Camera, Bocchino ha detto: "Bossi cambia idea ogni giorno. La discesa in campo di Fini come terza gamba del governo vede inevitabilmente Bossi come il il più danneggiato".

Alfano: no al risentimento
Secondo il ministro della giustizia Angelino Alfano il discorso di Fini era fatto "metà di risentimento e metà di ragionamento". "Noi - ha detto - valorizziamo il ragionamento più che sottolineare il risentimento. Credo che il governo non solo abbia il diritto ma il dovere di andare avanti". Il ministro ha poi aggiunto, parlando di Futuro e Libertà, che "ha detto di voler votare tutti e cinque i punti e credo sia in buona fede".

"Ma se dal giorno dopo faranno schermaglie - ha precisato - avremo celebrato una liturgia ipocrita". Futuro e libertà deve decidere se "dopo il voto del 29 settembre voterà le riforme con noi o punterà al logoramento di Berlusconi".