Il nome dovrebbe essere Responsabilità nazionale, ma il futuro gruppo che potrebbe affiancare i finiani e rendere cosi' autosufficiente il governo sembra subire uno stop, anche se i numeri per una maggioranza alternativa'potrebbero sempre esserci. La situazione si sta comunque complicando, tanto da far direa Francesco Nucara, il segretario del Pri che aveva espresso un certo ottimismo sul buon esito dell'operazione , di essere ''pessimista''.
E' bastato un giorno solo dall'annuncio per far fare marcia indietro a molti dei diretti interessati, che hanno iniziato a prendere le distanze dal 'nuovo gruppo', con distinguo e precisazioni, facendo retrocedere a niente piu' che una ''chimera'', secondo le valutazioni di alcuni esponenti del centrodestra, la nuova ipotetica formazione. Restano poi le tensioni all'interno dell'Udc dopo la netta presa di posizione di Pier Ferdinando Casini sui ''trasformisti'': nel mirino i 5 centristi che hanno espresso la loro attenzione verso l'iniziativa del Cavaliere.
L'obiettivo di Berlusconi e' quello di aggiungere ai 296 voti sicuri (e cioe' la somma di Pdl piu' la Lega) 20 'new entry' per arrivare a quota 316 ed essere cosi' autosufficiente da Fli che pero' continua a ribattere con forza di ''essere determinante''. I nuovi innesti per l'ipotetico gruppo sarebbero dovuti arrivare dalle formazioni iscritte al gruppo misto: 2 voti dai Repubblicani e Adc (Francesco Nucara e Francesco Pionati); piu' i 5 deputati di 'Noi Sud' (Arturo Iannaccone, Elio Belcastro, Antonio Gaglione, Antonio Milo e Luciano Sbardelli). Nei conteggi poi sarebbero inclusi 4 componenti dell'Mpa di Raffaele Lombardo anche se quest'ultimi hanno precisato di votare la fiducia al governo senza pero' entrare in nessun gruppo. Totalmente fuori dall'iniziativa sono invece 3 deputati delle autonomie linguistiche. Sulla carta i numeri per una maggioranza a geometria variabile'' dunque potrebbero esserci ma sembra sempre piu' complicarsi la possibilita' di dar vita ad un nuovo gruppo proprio perche' molti dei parlamentari tirati in ballo dalle cronache degli ultimi giorni si sono affrettati a smentire qualsiasi cambio di casacca.
Intanto, Berlusconi prosegue nei contatti. Oggi aveva in programma incontri con Antonio Fosson (senatore iscritto al gruppo dell'Autonomie) ed il presidente della regione Valle d'Aosta Augusto Rollandin. Contemporaneamente i centristi chiamati in causa da Casini chiariscono di non aver alcuna intenzione di lasciare il partito ma polemizzano con il segretario. E restano ancora molti dubbi sulla possibilita' di un loro sostegno alla maggioranza. ''Non ce ne andiamo. Ho solo espresso, insieme ai miei colleghi di partito, il dissenso sulla linea politica di Casini che ha chiesto le dimissioni del premier'', chiarisce Saverio Romano, deputato dell'Udc, smentendo oggi le voci di una sua adesione, insieme a quella di altri 3 corregionali ( Calogero Mannino, Giuseppe Ruvolo e Giuseppe Drago) e al napoletano Michele Pisacane al gruppo di 'Responsabilita' nazionale'.
Parole in linea con quanto detto del segretario centrista Lorenzo Cesa che aveva smentito l'ipotesi di ''defezioni'' da parte dei parlamentari siciliani. Mannino interviene ricordando a Casini che l'Udc siciliana con il contributo dei propri voti ha permesso al leader del partito di essere eletto in Parlamento. Un dissenso, quello con leader, che l'ex esponente democristiano ritiene debba essere comunque approfondito all'interno del partito.
Maurizio Belcastro prende le distanze da Nucara: ''Lui non ci rappresenta'', taglia corto l'esponente di 'Noi Sud' che ci tiene a precisare: '' Se ci fosse un gruppo che condivide i nostri obbiettivi politici per il Sud dovremmo incontrare il resto dei componenti e decidere come andare avanti, ma Nucara non ci rappresenta, nessuno lo ha autorizzato''. Affermazioni che provocano la stizzita reazione del segretario repubblicano: Meglio soli che male accompagnati. Si affrettano a smentire l'adesione ad un nuova formazione parlamentare anche i Liberaldemocratici: ''Si tratta di una notizia priva di fondamento''sottolinea Italo Tanoni annunciando che nella prossima direzione del partito ''si valutera' se sostenere il governo''.
