politica

Bossi: al voto subito, è una palude

10 Ago 2010 - 21:02
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Scontro tra finiani e Pdl sulle dimissioni del presidente della Camera. La richiesta provoca la netta reazione dei finiani, che parlano di "aggressione mediatica" e di "manganellate", definendo "irricevibile" l'istanza del partito del premier, affiancata dal "Giornale". Alza la voce anche Bossi: "Il Pd cercherà un governo tecnico, ma la verità è che loro e Fini hanno paura del voto. Invece dobbiamo votare perché dobbiamo uscire dalla palude".

Bossi a ruota libera
Da Alassio, il leader della Lega parla a 360 gradi, definendo ignorante l'uscita di Famiglia Cristiana sul federalismo. Su Fini: "L'avrei buttato fuori prima". E riferendosi sempre al presidente della Camera, Bossi aggiunge: "Lui si è venduto a Berlusconi quando ha sciolto An. Io sono amico di Berlusconi, ma non ho mai pensato di vendere la Lega Nord".

Berlusconi attende
Calma e gesso invece da Berlusconi. E attendere alla finestra che Fini si faccia fuori da solo. Perché la battaglia sulla legalità, innalzata come vessillo dall'ex leader di An, non è detto che non gli si ritorcerà contro e non è nemmeno  escluso che la vicenda monegasca non possa riservare nuove e ulteriori sorprese. E' il ragionamento, viene riferito da fonti di maggioranza, che viene svolto da Silvio Berlusconi con i diversi interlocutori sentiti in questi giorni di riposo che il presidente del Consiglio si è concesso prima di far rientro nella Capitale.

Il  premier insiste sulla necessità di concentrare  tutte le energie e le idee su esecutivo e partito: si va avanti con l'azione di governo, rivendicando il tanto di buono che si è fatto, mentre si lavora ai punti programmatici che dovranno  essere il perno della seconda parte della legislatura, anche se  ancora non è certo se i 4 o 5 punti (fisco, mezzogiorno, federalismo e giustizia, e forse come propone La Russa anche immigrazione) costituiranno il nucleo del programma da sottoporre ai parlamentari di Futuro e Liberta' e da sottoscrivere e accettare, o se (come invece suggerisce Calderoli), dovranno essere direttamente tradotti in altrettanti disegni di legge da far approvare quanto prima in Parlamento.