Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla cena con i gruppi "Futuro e Libertà" a Farefuturo, esclude un terzo polo. "Nessuno è autorizzato, perché non è la mia idea né il mio progetto, a parlare della riunione di oggi come si trattasse di prove del terzo polo". Poi parla di "assoluta fedeltà al programma di governo" e di "ribadire con i fatti la lealtà al governo. C'è libertà di dissenso sulle cose non in programma. Non siamo traditori".
"La riunione di oggi con Api, Udc e Mpa (quella in cui si è decisa l'astensione alla mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, n.d.r.) è un fatto politico - ha aggiunto - perché è la prima volta che forze di maggioranza, e noi siamo maggioranza, e forze di opposizione si confrontano su valori come garantismo".
Poi Fini torna sulla mozione Caliendo: "Quella su Caliendo è una mozione chiaramente strumentale. Caliendo non è Cosentino - aggiunge - questa vicenda è tutt'altra cosa".
Tuttavia, non è intenzione di Gianfranco Fini costituire un Terzo Polo politico. "E' notorio che Silvio Berlusconi ha cercato di avvicinare l'Udc e l'Api, senza esserci riuscito. Ora che una forza di maggioranza, e noi lo siamo, si confronta con queste due forze non può essere definita traditrice" puntualizza il presidente della Camera.
"In questa fase - esorta poi - servono prima di tutto nervi saldi e idee chiare". "Dobbiamo essere consapevoli - aggiunge Fini - che quanto fatto finora forse è nulla rispetto a quanto ci aspetta. A cominciare dalla campagna di fango mediatica fino alle varie minacce come quelle di elezioni anticipate, che non vengono tanto da Berlusconi ma dagli pseudo berlusconiani".
Il presidente della Camera torna poi sul fallimento della sua proposta di tregua, giunta troppo tardi per Berlusconi con il colloquio-intervista a Giuliano Ferrara su Il Foglio. "Non pensavo che la mia intervista provocasse una simile risposta", confida a deputati e senatori il presidente della Camera.
Ai suoi Fini chiede poi "di trovare sempre una sintesi unitaria. E' una necessità assoluta. Dobbiamo cancellare ogni distinzione tra falchi e colombe".
Gli incarichi di Fli
Fini poi propone le cariche per Futuro e Libertà: Roberto Menia coordinatore nazionale, capogruppo alla Camera Italo Bocchino, vice coordinatore Benedetto Della Vedova e Giorgio Conte. Al Senato Mario Baldassarri dovrebbe essere reggente fino a settembre e poi capogruppo dovrebbe diventare Pasquale Viespoli. Silvano Moffa come coordinatore dei due gruppi di Camera e Senato.
