L'ufficio di presidenza del Pdl ha deciso di deferire Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata al collegio dei probiviri del partito. Lo rivela una fonte del Pdl presente al vertice. Intanto, durante il vertice a Palazzo Grazioli, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha riunito alcuni dei parlamentari a lui vicini. Sono giunti nello studio della terza carica dello Stato, Roberto Menia, Ida Germontani, Enzo Raisi e Flavia Perina.
L'ufficio di presidenza del Pdl ha approvato un documento conclusivo sul quale hanno votato contro gli esponenti finiani. Secondo quanto riferiscono alcune fonti, gli esponenti finiani presenti durante la riunione avrebbero sollecitato ventiquattro ore di tempo prima di arrivare alla rottura.
Bozza documento: "No fiducia ruolo garanzia Fini"
L'ufficio di presidenza del Pdl, a fronte dei "comportamenti incompatibili" di Fini con i principi ispiratori del partito, sostiene che "di conseguenza viene meno anche la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni". E' quanto si legge nella bozza del documento presentato all'ufficio di presidenza del Pdl.
"Posizioni Fini incompatibili"
"L'ufficio di presidenza considera le posizioni dell'on. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà", si legge nella bozza del documento finale dell'ufficio di presidenza del Pdl.
Da ufficio presidenza solo tre i no
L'ufficio di presidenza del Pdl ha votato il documento in cui sono contenute accuse sull'atteggiamento tenuto dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Oltre al deferimento ai probiviri di tre deputati: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Fabio Granata. A votare no aldocumento sono stati Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pasquale Viepsoli, i tre componenti dell'ufficio di presidenza vicini all'ex leader di An.
