politica

Maroni:"Se cade il governo si vota"

10 Lug 2010 - 17:08
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"Se qualcuno vuole uscire dalla maggioranza lo faccia, ma se cade il governo si va al voto, non ci sono alternative". Lo ha detto Roberto Maroni, commentando la cena a casa di Bruno Vespa cui hanno partecipato Berlusconi e Casini, mentre Fini ha declinato l'invito. Il ministro dell'Interno ha bollato l'iniziativa coma "vecchia politica romana", dicendo no a un'eventuale coabitazione di Lega e Udc nel governo: "Non possiamo stare insieme".

"Lega e Udc sono alternative: se qualcuno nell'Udc o anche nel Pdl pensa che il partito di Casini possa entrare nel governo sa bene che noi e l'Udc non possiamo stare insieme", ha detto il ministro dell'interno, che ha sottolineato: "Noi rappresentiamo le riforme, il federalismo, uno Stato più moderno ed efficiente, mentre l'Udc rappresenta il contrario, un sistema che la Lega vuole cambiare e siamo lieti che Casini oggi abbia detto di essere indisponibile ad entrare nel governo, perché non ci sarebbe spazio per entrambi". Il ministro ha quindi lanciato un avvertimento a chi ipotizza un nuovo governo senza la Lega. "Sarebbe - ha scandito - un tradimento del voto e degli elettori, non credo che durerebbe un minuto con la Lega all'opposizione. Sono comunque convinto - ha proseguito - che si tratti di fantapolitica, di scenari lontani mille miglia da quello che pensa Berlusconi, messi in giro da chi vuole danneggiare il premier e il governo".

Sono, ha detto ancora Maroni, "le solite manovre di alcuni ambienti, non estranei probabilmente a chi non vede di buon occhio la nostra azione di contrasto alla criminalità organizzata, che soffrono la determinazione e la decisione del governo". Dunque, ha concluso, "il modo più serio per rispondere a questi fuochi fatui, dall'Udc alle minacce dei finiani alle ipotesi di governi istituzionali, è quello di governare, prendere decisioni ed andare avanti: così si arriva alle riforme, tutto il resto è palude, ritorno al passato".

Commentando la cena a casa di Bruno Vespa,, il titolare del Viminale ha parlato di "vecchia politica romana". "Sono manovre - ha osservato Maroni - di stampo romanesco che mi ricordano l'epoca del '92 e del '93, quando tutto si decideva in qualche salotto romano''.

Sul tema Regioni e sul contrasto che si è creato in queste settimane in relazione alla manovra, Maroni, ha dichiarato: "Ieri ero vicino al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nelle trattative sulla manovra e gli ho fatto i complimenti per come ha gestito il confronto, sapendo contrastare la posizione irragionevole delle Regioni''. Quella delle Regioni, ha spiegato il ministro, "è una posizione di scontro totale a prescindere, diversamente da quella dei comuni che sono stati più ragionevoli ottenendo notevoli risultati". 

Bossi a Berlusconi: "O noi o l'Udc"
Umberto Bossi, al termine di un comizio a Trescore Cremasco, tornando sulla cena a casa di Bruno Vespa, alla quale hanno preso parte il premier e il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, ha spiegato che nel governo ci possono stare "o l'Udc o la Lega" e "Berlusconi deve fare una scelta". "L'Udc - ha spiegato Bossi ai giornalisti - è contro il federalismo, contro le quote latte. Con l'Udc abbiamo tutti questi problemi. Alleati no".