Intercettazioni, Alfano va al Colle
Il Guardasigilli Angelino Alfano è salito al Colle per illustrare al Presidente Giorgio Napolitano le modifiche sul ddl intercettazioni, approvato al Senato. I cambiamenti saranno sui tre punti più sensibili per il Capo dello Stato, ovvero "quei dubbi" da lui espressi pubblicamente: l'allungamento della proroga per le interecettazioni richieste dai pm, estensione dell'eseguibilità di intercettazioni ambientali, tagli alle multe per gli editori.
Il Guardasigili Angelino Alfano è stato tuttavia ricevuto dal Segretario Generale del Quirinale, Donato Marra, e non da Giorgio Napolitano che vuole vedere il testo e giudicarlo solo se e quanto sarà approvato definitivamente da entrambe i rami del Parlamento. "Quando il Parlamento lavora - ripetono al Quirinale - il Presidente della Repubblica osserva e tace".
I tempi decisi da governo e maggioranza sono comunque scritti. Il termine per la presentazione in commissione giustizia alla Camera rispetto al testo del Senato, inizialmente previsto per lunedì, è slittato a martedì. Ed in quella sede governo e maggioranza depositeranno le loro modofiche la testo del Senato, su cui pure era stata posta la fiducia.
Le prossime 48 ore saranno decisive, anche al fine della decisione su una probabile fiducia alla Camera per un voto sprint pre estivo assai probabile a Montecitorio e, se non ci sarà rottura interna nella maggioranza, forse anche per la terza e definitiva lettura la prima settimana di agosto a palazzo Madama: ipotesi che torna a circolare nel centrodestra.
Sul ddl interecettazioni pesa il chiarimento fra Berlusconi e Fini. E' nello studio di Giulia Bongiorno, presidente finiana doc, che governo e maggioranza daranno corpo al testo preannunciato al Quirinale.
A palazzo Grazioli c'è la convinzione che un testo nel solco delle ossservazioni sollevate dal Quirinale difficilmenhte possa essere contrastato dal presidente della Camera e dai suoi. Se Fini darà l'ok al testo, è possibile che l'estate passi senza rotture nella maggioranza. Ma sia al Colle come ai piani alti di Montecitorio si fa notare come un conto è l'apprezzamento per una scelta politica di apertura e confronto, un altro è il via libera ai nuovi contenuti del
provvedimento che ancora non sono stati scritti.
