Il ddl intercettazioni "non è un attacco alla libertà di stampa ma è una difesa del diritto dei cittadini a non essere spiati quando telefonano". Lo ha detto Silvio Berlusconi, intervistato al Tg 4 Emilio Fede. "Il problema è - ha aggiunto il premier - che siamo tutti spiati, che i cittadini italiani sono i più spiati del mondo e più del 95% dei cittadini la pensa come noi e una piccola lobby di giornalisti e di giudici la pensa invece al contrario".
"E' una legge - prosegue il premier - che difende la privacy e impedisce di trasformare gli articoli di giornali in sentenze anticipate. Qui - aggiunge - ci sono in campo due idee contrapposte: da un lato c'è la sinistra che ritiene che lo Stato può tutto, può entrare nella vita di una persona e massacrarla senza confini. Poi ci siamo noi che riteniamo o che prima di tutto ci sia il diritto inviolabile alla privacy che appartiene alla sfera della libertà individuale dei cittadini che proprio lo Stato deve garantire e tutelare".
"Nessuno - sottolinea ancora Berlusconi - sta mettendo in discussione l'utilità delle intercettazioni nella lotta al terrorismo e non è vero che si vuole tutelare la casta dei politici. Il problema è che siamo tutti spiati, i cittadini italiani sono i più spiati nel mondo e questo non è tollerabile".
"Nessun taglio alle tredicesime"
"Smentisco questa notizia nella maniera più assoluta", ha detto Berlusconi a proposito dell'emendamento del relatore alla manovra che taglia le tredicesime ad alcune categorie.
"Per ripresa è necessario rigore"
"La ripresa sarà tanto più salda quanto più sarà legata a una politica di rigore", ha aggiunto il premier a proposito della manovra finanziaria. "Tutti gli organismi internazionali - ha detto Berlusconi - hanno apprezzato i risultati del governo, e gli ultimi dati economici li confermano: la produzione industriale è salita, è aumentata la velocità della ripresa", come ha sottolineato anche Confindustria. E poi, ha aggiunto, "l' Italia sta meglio di altri Paesi perché ha adottata la politica di non mettere le mani nelle tasche degli italiani".
"Con sinistra al governo, noi come Grecia"
"La sinistra sa solo solo insultare, calunniare e diffamare e non ha idee. La realtà è che a me non mi demoralizza nessuno. Noi andiamo avanti per il bene dell'Italia e degli italiani", ha sottolineato il premier. "Se stessero loro al governo l'Italia sarebbe nel mirino della speculazione internazionale, come la Grecia".
