Dopo quanto ha detto il procuratore antimafia Piero Grasso, "ci vogliamo fermare a riflettere" sul ddl intercettazioni? Lo chiede, retorico, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso di un dibattito con il ministro Sandro Bondi. Fini torna anche sul caso Brancher: "Non voglio che nel mio partito e nel governo ci sia nemmeno il sospetto che c'è qualcuno che si vuol far nominare ministro perché non vuole andare in Tribunale".
Scontro tra Fini e Bondi
Aspro confronto tra Gianfranco Fini e Sandro Bondi. Il presidente della Camera ha fatto un passaggio anche su Nicola Cosentino: fermo restando il principio che tutti sono innocenti fino a condanna definitiva, "opportunità politica" avrebbe voluto che facesse un passo indietro.
"Dimmi il nome di una democrazia del mondo in cui rimane segretario regionale di partito e sottosegretario un signore nei confronti del quale la magistratura ha emesso un mandato di cattura", ha replicato il presidente della Camera a Bondi che gli rimproverava di soffermarsi troppo "su cose di poco conto" quando in "nessuna democrazia si leggono sui giornali i resoconti delle intercettazioni".
"Il problema e' l'opportunita' politica", ha sottolineato Fini, "qualche volta fare un passo indietro non vuol dire avere qualcosa da nascondere, ma andare a testa alta. Mi hanno insegnato che quando c'e' un'accusa infamante, ci si difende e siccome non ho niente da nascondere mi privo di una posizione di potere". Questo, ha aggiunto, "senza criminalizzare nessuno".
Sul Federalismo c'è il problema Lega
"Così il tema sull'unità nazionale è astratto, se si pone la questione come un problema di divisione nel Pdl o nel rapporto con la Lega". Sono state queste parole di Sandro Bondi, anche sulla questione del federalismo, a suscitare l'immediata e dura replica di Gianfranco Fini.
"Nei rapporti con la Lega lo è", ha detto il presidente della Camera, che poi ha aggiunto: "Sentendoti parlare sono molto più preoccupato di prima, mi confermi che oggi il Pdl ha nei confronti della Lega una sorta di sudditanza e soggezione elevata al massimo livello possibile".
