politica

Brancher, no legittimo impedimento

26 Giu 2010 - 21:34
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Il ministro Aldo Brancher rinuncia al legittimo impedimento. Lo fanno sapere i suoi avvocati Filippo Dinacci e Piermaria Corso sottolineando che Brancher "ha deciso di acconsentire lo svolgimento dell'udienza del 5 luglio". Dal Canada, dove è impegnato per il G8, il premier Silvio Berlusconi era intervenuto sulle polemiche scaturite dalla richiesta del neoministro definendo il caso una "piccola questione".

Assediato dalle opposizioni che chiedevano le sue dimissioni preparando la mozione di sfiducia, abbandonato da una parte della maggioranza (dalla Lega ai finiani), nel mirino del pm del processo nel quale è imputato, il neoministro Aldo Brancher, a meno di dieci giorni dalla nomina, era addirittura arrivato a far sapere di volere un chiarimento direttamente con Silvio Berlusconi. Poi l'annuncio della rinuncia al legittimo impedimento.

La giornata di Brancher era iniziata con l'obiettivo di evitare nuove polemiche, ma senza successo: dopo aver annullato un'intervista tv, non si era presentato a Roma, lasciando i fotografi a fare invano la spola fra il ministero e Palazzo Chigi. Un'assenza che gli è stata subito rimproverata dall'opposizione: "Siamo, insieme alla stampa ed ai Tg, davanti alla Presidenza del Consiglio e aspettiamo - spiegava il senatore dell'Idv Stefano Pedica - che il ministro Brancher si rechi a lavoro, visto che oggi era legittimamente impedito a presentarsi di fronte al Pm". Un'opposizione agguerrita di fronte alla quale non c'è stata un'alzata di scudi compatta della maggioranza: la Lega, della quale pure Brancher era sempre stato interlocutore fidato e privilegiato, non ha fatto mistero di non apprezzare la scelta di utilizzare il legittimo impedimento: Bossi l'aveva definita "una mossa poco furba". Dose rincarata da Calderoli: "Il fatto di fare il ministro è una cosa, sottoporsi agli adempimenti della giustizia un'altra".

E anche nel Pdl c'è stato chi, fra i finiani, si è sentito vicino ai malumori leghisti. Italo Bocchino, ad esempio, ha scritto sul sito di Generazione Italia che "è ora che Berlusconi intervenga con l'unica soluzione possibile: quella di invitare Brancher ad andare immediatamente dinanzi al giudice". Altrimenti, sottolinea l'ex vicecapogruppo del Pdl alla Camera, il governo rischia di avere "problemi" anche sul fronte "dell'agibilità parlamentare e politica". A maggior ragione in vista della richiesta di sfiducia dell'Idv.

L'unico a non farsi coinvolgere dal caso è stato proprio il premier, che al G8 canadese ha liquidato le polemiche come "una piccola questione nazionale", chiudendo così l'argomento.