politica

Intercettazioni,Pd:rispettare tempi

11 Giu 2010 - 19:08
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Il Partito democratico ha chiesto al presidente della Camera, Gianfranco Fini, di rispettare regolamento e tempi per l'iter del ddl intercettazioni. "Qualunque forzatura sarà inaccettabile", ha sottolineato Dario Franceschini. "C'è da combattere alla Camera. Questi giorni saranno l'occasione per far comprendere all'opinione pubblica l'enormità di quanto accaduto", ha dichiarato il segretario Pd, Pier Luigi Bersani. Bonaiuti (Pdl): "Ridicolo".

Franceschini ha scritto una lettera al presidente Fini e alla presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno. "In base al regolamento - ha spiegato Franceschini - il provvedimento non può arrivare in aula prima di settembre". Infatti l'articolo 81, secondo il capogruppo Pd, prevede la discussione di due mesi in commissione.

"Il ddl intercettazioni arriva alla Camera in terza lettura: è stato 11 mesi a Montecitorio e un anno e 15 giorni al Senato. E' evidente che ha subito modifiche rilevanti e, a nostro parere, peggiorative di un misure già sbagliate in partenza. Quindi serve il tempo necessario di discussione". Per questo Franceschini si è rivolto a Fini ricordandogli che "deve saper distinguere il ruolo di presidente della Camera da quello di leader del Pdl. Se nel suo ruolo politico Fini ha deciso di condividere le modifiche al ddl, sappia che da presidente noi non accetteremo forzature sui tempi come è successo per il lodo Alfano, ma sono convinto che non sarà così".

Bersani: "Sarà battaglia"
Il leader del Pd promette battaglia. "Questi giorni saranno l'occasione per far comprendere meglio all'opinione pubblica l'enormità di quello che è accaduto", ha sottolineato ancora una volta Bersani.

Bonaiuti: "Bersani rischia il ridicolo"
"Qualche amico avverta l'onorevole Bersani, che vuole trasformare la Camera in una zona di combattimento senza quartiere, che sta davvero rischiando il ridicolo", ha dichiarato Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio.

Alfano: "Rinvio? Sinistra demagogica"
"La sinistra pratica tecniche dilatorie e metodi perditempo che hanno un solo scopo: ignorare il diritto alla riservatezza e alla privacy dei cittadini. Per la sinistra, l'articolo 15 della Costituzione, semplicemente, non esiste". Così il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha replicato alla richiesta del Pd di rinviare la discussione del ddl intercettazioni.

"Noi, invece, vogliamo difendere l'inviolabilità della libertà e della riservatezza delle comunicazioni personali, senza impedire le indagini, né la pubblicazione dei fatti. Continuiamo a sperare - ha aggiunto Alfano - che la sinistra si ravveda e riscopra l'articolo 15 della Costituzione e che - come fa il governo - difenda il diritto alla privacy di decine di milioni di cittadini che non sono difesi da alcuna lobby e il cui diritto alla riservatezza sarà tutelato dal governo e dalla maggioranza".