Anno giudiziario, protesta toghe
Via dalle aule per inaugurazione
Oggi i magistrati hanno protestato alle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario in tutti i distretti di Corte d'appello. Con una copia della Costituzione in mano i magistrati sono usciti, tranne qualche eccezione, fuori dall'aula al momento dell'intervento del rappresentante del ministero per "testimoniare il disagio per le iniziative legislative in corso, che rischiano di distruggere la giustizia".
Anm: "Protesta composta per dimostrare disagio"
La protesta messa in atto alle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario nelle Corti d'appello è "un gesto che vuole esprimere in modo composto un forte disagio della magistratura". "Un disagio che è dovuto in prevalenza dalla mancanza di riforme nel sistema giustizia. Il nostro è un gesto simbolico e abbiamo voluto indossare la toga e portare con noi la Costituzione perché abbiamo orgoglio per questa professione e un forte rispetto per lo Stato". Lo ha spiegato il presidente dell'Anm, Luca Palamara, chiarendo i motivi della protesta che stamattina ha visto protagoniste le toghe in tutta Italia.
Alfano: "Non credibili critiche a prescindere"
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, trova il modo di rispondere all'Associazione nazionale magistrati anche dall'Aquila, dove non è andata in scena la protesta dei magistrati annunciata in tutte le Corti d'Appello d'Italia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Quando le obiezioni si sposano ai riconoscimenti - ha detto - appaiono più credibili, quando sono cieche e non si associano a riconoscimenti allora sono meno credibili". "Alcuni magistrati - ha aggiunto - si sono mostrati fino ad ora poco rispettosi del Parlamento, unica istituzione legittimata a fare le leggi e a operare le scelte nell'interesse dei cittadini". "Noi abbiamo il massimo rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della magistratura", soggetta "soltanto alla legge", ma ha anche ricordato che "la legge la fa il Parlamento, che agisce nell'interesse dello stesso popolo italiano in nome del quale viene amministrata giustizia".
Mancino: "Basta scontri politica-giustizia"
"Bisogna normalizzare il rapporto tra politica e giustizia, perché è sempre conflittuale": a sostenerlo è il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, itnervenuto a Firenze all'inaugurazione dell'Anno giudiziario. Il confronto, secondo Mancino, "fa bene al Paese se c'è colloquio, ma se c'è uno scontro sempre aspro e una presa di distanza della giustizia dalla politica e della politica contro la gius giustizia, non si va da nessuna parte".
