politica

Porta a Porta, sempre più scontro

Vigilanza Rai convoca Masi il 23/9

16 Set 2009 - 19:05

Continua lo scontro tra maggioranza e opposizione, a partire dai dati di ascolto, sulla puntata di Porta a Porta di martedì che ha visto ospite di Bruno Vespa il premier Silvio Berlusconi. Il centrosinistra compatto accusa "l'autocelebrazione" del presidente del Consiglio in una televisione del servizio pubblico, mentre il centrodestra fa quadrato intorno al suo leader. Sarà la Vigilanza Rai a occuparsi della faccenda. Zavoli chiede chiarezza.

Dunque, la Commissione parlamentare di Vigilanza ha convocato il direttore generale della Rai, Mauro Masi, per il 23 settembre. Il presidente Zavoli ha richiamato il dovere della Commissione di acquisire gli elementi necessari per una serena e completa valutazione dei criteri che hanno fin qui ispirato le decisioni e gli atti adottati dalla Rai. "Si dovrà essere fermi nell'esigere  - spiega - che dai nostri lavori si traggano indicazioni vincolanti nell'interesse della Rai, cioè di quella che è ancora la più grande industria culturale del Paese".

Ok da Pdl e Lega
Una convocazione che piace pure al Pdl e alla Lega, anche se non mancano precisi paletti, a cominciare dalla richiesta del vicepresidente della Commissione, Giorgio Lainati (Pdl) per il quale non devono esserci "aggressioni in stile Di Pietro". Segue Alessio Butti, capogruppo Pdl in Vigilanza, che aggiunge nel dettaglio alcuni elementi: "Si dovranno affrontare non solo gli argomenti alla ribalta della cronaca, ma anche il piano industriale, il nuovo contratto di servizio e soprattutto andranno chiariti i motivi per cui vengono procrastinate le nomine a Rai3 e Tg3", ovvero se tutto sia legato o meno al prossimo "congresso del Pd".

Su Porta a Porta, interviene anche  Daniele Capezzone, che difende il premier: "Berlusconi - sbotta il portavoce del Pdl - è in sintonia con il Paese, con le attese e le speranze degli italiani, che chiedono alla politica cose concrete. La puntata di Porta a Porta è' stata la dimostrazione plastica di questo".

Il Pd non molla
Sarà. Ma intanto il Pd non molla la presa. Va all'attacco Antonio Di Pietro: "Visto il crollo degli ascolti, ritengo che Berlusconi debba apparire e danneggiare le sue televisioni e non quelle del servizio pubblico. Mentre Vespa raccatta un umile 13,47% di share, Mediaset si frega le mani con gli incassi pubblicitari dei suoi canali". E  Massimo D'Alema non si risparmia: "Berlusconi  - sbotta -  si conferma ogni giorno quale principale ragione di conflittualità" per il paese e aggiunge: "Trovo già notevole che il 13 per cento dei telespettatori abbia guardato questa sorta di bollettino di regime. E' stata un'autocelebrazione abbastanza imbarazzante, come imbarazzante e' il fatto che il servizio pubblico si presti a scopi di propaganda".

Eppure per il ministro della Difesa, Ignazio La Russa "è una sciocchezza" parlare di flop. Gli ascolti,incalza, "non si misurano con una fiction".