politica

Avvenire, Boffo chiude il cerchio

Dieci risposte alle accuse di Feltri

03 Set 2009 - 09:35

Un testo articolato in dieci punti per rispondere, passaggio per passaggio, alle accuse che il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, gli ha rivolto. Così, Dino Boffo, dalle colonne di Avvenire, prova a chiudere definitivamente il cerchio, smentendo punto per punto le illazioni pubblicate sulla sua persona. E lo fa in un articolo intitolato "Dieci falsità: le deformazioni del Giornale e la realtà dei fatti".  

Dunque, ecco i passaggi più significativi pubblicati su Avvenire. La base di partenza sono sempre la accuse scritte dal Giornale e puntualmente riprese da Boffo per smentirle.

Punto 1
: Boffo 'noto omosessuale' e protagonista di una 'relazione' con un uomo sposato segnalata in atti del Tribunale di Terni. "Questo - scrive Avvenire - è stato affermato dal Giornale sulla base di una lettera anonima diffamatoria, definita falsamente nota informativa di matrice giudiziaria e fatta altrettanto falsamente assurgere addirittura alla dignità di risultanza 'dal casellario giudiziario' che in realtà, come ogni altro atto del procedimento, non conteneva alcun riferimento alle 'inclinazioni sessuali' e a 'relazioni' del direttore di Avvenire. Lo ha confermato il gip di Terni Pierluigi Panariello il 31 agosto

Punto 2:  Boffo 'attenzionato' dalla Polizia di Stato per le sue 'frequentazioni'. "Anche questa affermazione - continua Avvenire - grave e ridicola al tempo stesso, è tratta non da atti giudiziari ma dalla stessa lettera anonima che il Giornale ha utilizzato per il suo attacco a Boffo. La schedatura è stata smentita dal ministro dell'Interno dopo pronta verifica fatta compiere nella struttura centrale e periferica della pubblica sicurezza".

Punto 3: Boffo 'querelato' da una signora di Terni. "A Terni fu sporta denuncia/querela non contro Boffo, ma contro ignoti da soggetti che ben conoscevano Boffo e la voce di Boffo e che, quando hanno scoperto che era stato ipotizzato il coinvolgimento del cellulare in uso al suo ufficio, hanno rimesso la querela".

Punto 4Ci sono 'intercettazioni' che accusano Boffo. "Solo la lettera anonima parla di intercettazioni"

Punto 5:  Boffo ha dichiarato di 'non aver mai conosciuto' la donna di Terni colpita da molestie telefoniche. "Come già detto, Boffo conosceva i destinatari delle telefonate, i quali, dunque, conoscevano la sua voce. Il Giornale non puo', tuttavia, nella sua montatura accettare un elemento antitetico alla sola idea della colpevolezza di Boffo.

Punto 6: Boffo si è difeso indicando un'altra persona come coinvolta in una storia a sfondo omosessuale. "Boffo ha solo e sempre dichiarato ai magistrati di essere arrivato alla conclusione che quel telefono cellulare, che era nella disponibilità sua e del suo Ufficio, fosse stato utilizzato da una terza persona che si trovava nelle condizioni lavorative per farlo"

Punto 7: Nelle telefonate attribuite a Boffo ci sarebbero state 'intimidazioni' e 'molestie' a sfondo 'sessuale', anzi 'omosessuale'. E sarebbero state accompagnate da 'pedinamenti'. Le affermazioni del Giornale sono prive di fondamento. Boffo si e' sempre dichiarato estraneo a una vicenda nella quale, anche presa solo come è stata presentata, sul piano giudiziario non include 'pedinamenti' ne' molestie legate alla sfera 'sessuale'. L'appiglio per chi ha cercato di far circolare un'idea opposta giace nel fatto che agli atti c'e' un riferimento ad 'allusioni' a 'rapporti sessuali'. Ma, ha specificato il gip di Terni il primo settembre, 'tra la donna e il suo compagno'.

Punto 8: Boffo in qualche modo ammise di essere colpevole e diede incarico al suo legale di 'patteggiare' la pena. "Boffo non ha patteggiato alcunché e ha sempre rigettato l'accusa di essere stato autore di telefonate moleste"

Punto 9:  Boffo ha reso pubbliche 'ricostruzioni' della vicenda. "Boffo non ha reso pubblica alcuna ricostruzione della vicenda e cio' che Avvenire ha pubblicato è sotto gli occhi di tutti".

Punto 10La 'nota informativa' non è una lettera anonima diffamatoria e una 'patacca' ma il contenuto del decreto penale relativo alla vicenda di Terni. "La cosiddetta 'informativa' è un testo gravemente diffamatorio contro Boffo di incerta (per ora) origine, ma sicuramente non scritto in sede giudiziaria ne' per sede giudiziaria e non attinente alla vicenda ternana alla quale e' stato surrettiziamente 'appiccicato' all'interno di una missiva anonima dopo essere stato ideato allo scopo. Sul Giornale i giornalisti autori dell'aggressione contro il direttore di Avvenire continuano, persino dopo i chiarimenti intervenuti, a sostenere la sua autenticità".