Fassino: il Pd è di sinistra
"Non nasce da una fusione fredda"
Il Pd non sarà una "fusione fredda o un'operazione burocratica". Queste le parole di Piero Fassino al congresso Ds a Firenze. "Il nostro è stato un congresso vero - ha sottolineato il leader della Quercia - pieno di passione, un congresso dal quale usciamo con decisioni, non solo impegnative, ma più chiare". Infine un saluto e un ringraziamento ai "dissidenti" Mussi e Angius: "Avete arricchito il dibattito".
Si è concluso con la replica del segretario Piero Fassino, il quarto e ultimo congresso dei Democratici di sinistra."Oggi democratico è essere progressista, riformista e di sinistra". Fassino ha auspicato tempi veloci per la formazione del nuovo soggetto. Tra gli ospiti c'è Gianfranco Fini e il leader dei democratici Usa, Howard Dean che fa sapere: "Siamo con voi". Ovazione anche per Anna Finochiaro. Intanto è arrivata la conferma dai delegati della mozione Angius che non voteranno il dispositivo finale.
IL SALUTO CONCLUSIVO
"Io credo che ce la faremo, saremo all'altezza delle aspettative e ancora una volta scriveremo una pagina di storia". Fassino ha concluso visibilmente commosso il suo discorso conclusivo del quarto congresso nazionale dei Ds. La platea lo ha salutato con un applauso scrosciante per molti interminabili minuti. Massimo D'Alema si è alzato dal suo posto in platea e andando incontro al segretario lo ha abbracciato a lungo.
I DISSIDENTI
"Se ancora qualcuno pensa, ma credo che la plemica sia già archiviata, che la costruzione del Partito democratico possa scaturire da un'operazione burocratica, il congresso l'ha smentito. Un grande partito non nasce da un incontro di nomenclature, ma da grandi passioni e ideali di uomini di uomini e donne". "Ringrazio Angius e Mussi, non soltanto per il modo e lo stile con ui sono intervenuti, ma perché hanno consentito di arricchire il dibattito e di approfondire i punti più delicati".
DEMOCRAZIA, TEMA CRUCIALE
"Il tema cruciale di questi anni è proprio la democrazia, e non è un caso - ha detto il segretario uscente dei Ds - che il notro partito si chiamerà partito democratico". "Democratico è un aggettivo molto impegnativo. Non è vero che questa denominazione è più neutra, meno impegnativa, più leggera di 'democratico di sinistra': la democrazia è oggi il grande tema cruciale del nostro tempo, attorno al quale si gioca la capacità di governare l globalizzazione". "Venendo qui e ascoltando gli interventi ho avuto la conferma di quello che so da anni, cioè che c'è una grande comunità di linguaggio, di ispirazioni, di valori". E' stato Walter Veltroni che lo ha sottolineato parlando dal congresso della Margherita. Un'ideale ponte tra le due manifestazioni, un viatico per il futuro di un'ampia alleanza di forze, dalle più radicali alle più moderate.
RELIGIONE E POLITICA
"Oggi c'è qualcuno che a destra vuole che i cattolici si uniscano in un grande partito conservatore di massa e noi possiamo rimanre indifferenti di fronte a questo - dice Fassino. Intanto i Teodem hanno presentato un ordine del giorno al congresso della Margherita in cui affermano che il Family Day "è un'occasione utile e positiva: non può essere vissuta come una manifestazione politica, meno ancora come una manifestazione contro il governo". "Bisogna aprire una nuova grande stagione di confronto tra fede e ragione", ha affermato Fassino. "ma nessuono di noi può accettare di dare fondamento religioso allo Stato. Noi siamo per lo Stato laico, regolato prima di tutto dalla Costituzione. E il fondamento della laicità e l'autonomia dello Stato".
COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE
"Non poniamo la questione di collocazione del Pd in temini ideologici. La notizia non è che Rutelli non abbia detto 'mai nel Pse', ma che abbia detto 'insieme al Pse'". Fassino torna sulla spinosa questione del ruolo in Europa del Pd e della sua collocazione, fra i socialisti. "Non possiamo chiedere a Rutelli - ha detto ancora Fassino - un'adesione ideologica, perché lui viene da un'altra storia, ma se gli si chiede di costruire un'unità del riformismo, lui è il primo a sapere che in Europa il 90% dei riformisti sono socialisti e che lui vuol stare con loro".
