Calcio violento, oggi ok definitivo
Ma condizionato a nuove correzioni
Il Senato accetta di non modificare il decreto contro la violenza negli stadi. Ma dall'aula di Palazzo Madama arriva un sì condizionato al provvedimento che il governo ha varato in seguito all'uccisione dell'ispettore di polizia, Filippo Raciti. La Cdl, con l'eccezione della Lega ma insieme ai Ds, chiede infatti che le norme approvate dalla Camera, ritenute ''incostituzionali'', vengano modificate dal governo con un successivo decreto.
Solo in questo caso i senatori sono pronti ad un si' unanime, che porterebbe alla definitiva conversione in legge gia' in giornata del provvedimento che scade il 9 aprile. La richiesta unitaria di Fi, An e Udc (con Renato Schifani, Altero Matteoli e Francesco D'Onofrio) e' quella di un impegno esplicito del governo a ritoccare le norme contestate.
In particolare, si tratta dei punti modificati la scorsa settimana nell'esame in commissione Giustizia. I senatori chiedono di eliminare l'aggravante specifica di lesioni provocate ai tutori dell'ordine nell'ambito di manifestazioni sportive, di rendere facoltativi gli interventi di adeguamento degli impianti sportivi da parte delle societa' e di ripristinare le norme piu' severe contro il lancio di oggetti in campo, in modo da renderle cogenti indipendentemente dal pericolo effettivamente messo in atto.
Il rischio di un forte contrasto ''campanilista'' tra Camera e Senato - come lo ha definito il presidente dei senatori della Lega Roberto Castelli - e' stato elevato. E sarebbe stato un bel ''paradosso'', come ha detto la presidente dei senatori dell'Ulivo Anna Finocchiaro, per un decreto voluto da tutti a approvato tre volte all'unanimita'. Ma ora sembra allontanato.
''Se il governo confermera' in aula la propria disponibilita' ad intervenire con un successivo decreto per l'abrogazione di tali anomalie - ha detto Schifani - non ci opporremo alla conversione del decreto cosi' com'e', entro la giornata di martedì''.
Stessa linea, con una variante tecnica, da parte di Matteoli: ''Ci sono i margini per approvare martedì in via definitiva il decreto e per rimandarlo subito alla Camera con i due nuovi emendamenti. Qualora non dovessimo riuscire a farcela, c'e' un accordo con il ministro Chiti per presentare nel Consiglio dei ministri di giovedi' un decreto che recepisca questi emendamenti''.
Francesco D'Onofrio conferma: ''Se non dovessimo farcela, c'e' tra i capigruppo l'impegno a votare il decreto cosi' com'e', visto che il governo ha assicurato che presentera' gli emendanti in un nuovo decreto''. Ad insistere per un passaggio alla Camera per rivedere subito le norme e' la Lega con Castelli. ''Ma ci deve essere la volonta' politica'', afferma.
Posizioni critiche verso la Camera anche nei Ds. ''Noi al Senato stiamo dando un altissimo esempio di responsabilita' - conferma il capogruppo dell'Ulivo in commissione Affari Costituzionali Guido Calvi - stiamo votando qualcosa che non ci piace con la promessa certa del governo di modificare questo decreto, perche' vogliamo dare una risposta molto forte''.
