Prodi:"Penosa situazione in Italia"
Lettera dopo contestazioni di Bologna
Il premier Prodi commenta in una lettera al Resto del Carlino la contestazione subita a Bologna, sottolineando, "ancora una volta, la penosa situazione, non posso che definirla così, in cui ormai il nostro Paese si ritrova a vivere la quotidianità: o bianco o nero, o sì o no, o con me o contro di me. Il tutto avvelenato dalla maleducazione, dal sensazionalismo delle dichiarazioni che fanno magari titolo per poche ore".
"In fondo - scrive Prodi nella lettera aperta al quotidiano - capisco anche quei quaranta ragazzi che si sono divertiti a insultarmi". "Cosa ci può essere di più eccitante - si chiede il Professore - che raccontare agli amici la loro impresa e magari riguardarla in tv o fissarla sui telefonini, uniche verità testimoniali di un ruolo e di un senso di appartenenza?".
"E allora - prosegue - dobbiamo davvero chiederci perché una società moderna e democratica è arrivata a tanto. A considerare chi urla di più o si mette in mostra l'unico ad avere ragione. Ma anche ad accettare l'idea che non ascoltare o rimanere distanti sia un segno di potere e di potenza".
"L'Italia - conclude Prodi - sta affrontando una grande sfida per ripartire. E noi, anche con questa Finanziaria, la faremo ripartire. Se vogliamo che la democrazia prevalga, anche i piccoli episodi di maleducazione vanno tollerati e compresi. Se sono inseriti in una centrifuga di intolleranza e cecità sociale, i rischi per tutti, e per i nostri figli in particolare, saranno troppo elevati''.
