politica

Berlusconi, sorpresa a Ballarò

"Fare minacce non è mia abitudine"

06 Dic 2006 - 12:08

Ancora insofferenza. Pier Ferdinando Casini, insomma, non intende spostare di una virgola il suo percorso, e non perde occasione per ricordarlo. Da ultima, la trasmissione Ballarò, nella quale il leader centrista polemizza con le parole del Cavaliere pronunciate all'indomani della manifestazione della Cdl, che ha registrato la decisa defezione dell'Udc

"Ha detto che avrebbe ammazzato un vitello grasso per il mio ritorno, ma che dovevo sbrigarmi – sbotta l'ex presidente della Camera - Beh, io questi richiami padronali non li accetto da nessuno. Li faccia agli altri, non a me".

 Ma il resoconto, a ben guardare, non combacia perfettamente con l'opinione del Cavaliere, che a sorpresa interviene telefonicamente da Floris. "Intervengo solo perché mi sono state attribuite parole non pronunciate. Ho detto solo — spiega il leader di Forza Italia con voce scherzosa — che speravo che Casini facesse in fretta, sennò il vitello grasso se lo mangiava qualcun altro. Da parte mia non c'è stata nessuna ingiunzione, nessun imperativo categorico. In cinque anni di governo, Casini lo sa, non è mai venuta da me una imposizione agli alleati. Fare minacce è fuori dalla mia abitudine".

 Poi, sempre senza polemica, Berlusconi mostra di non avere alcuna voglia di rompere, anzi: "Casini è all'opposizione di questo governo, noi continuiamo a ingrassare il vitello senza alcun termine. Certo — ecco una piccola frecciatina con il sorriso - lo ripeto, speriamo non se lo mangi nessuno...".

E il leader cenrtista prende atto della precisazione: "Questa telefonata - spiega - mi fa piacere, perchè quella era una frase che non avevo gradito". Anche se, in sostanza, non modifica i rapporti all'interno della Cdl. Restano le divergenze, rispolverate ancora a Ballarò, sull'idea di opposizione e sul progetto del partito unico.

Mentre Tremonti si mostra piuttosto rilassato nei confronti di un governo che " "oggi e' sotto nel consenso dell'opinione pubblica e non risalirà più", convinto che i partiti del centrosinistra "non siano più capaci di andare avanti", e che subiranno una cocente sconfitta alle amministrative dell'anno prossimo; al contrario, Casini, preferisce frenare. "Vedi Giulio – così replica – io sono molto meno ottimista di te". Il leader cenrtista, infetti, spiega di non condividere il significato che Tremonti vuole attribuire alle elezioni amministrative dell'anno prossimo ("Se evochiamo un'altra prova generale ne usciamo con un'altra sconfitta politica"), e ipotizza un diverso modo di fare opposizione: "Incalziamoli su due punti, liberalizzazioni e pensioni. Incalziamoli nell'interesse generale del Paese, e il giorno dopo entreranno in un panico di contraddizioni che non sanno come uscirne...".

 Quanto al partito unico, infine, difeso e sponsorizzato dall'ex ministro dell'Economia, un'ulteriore precisazione: "E' il cammino per Forza Italia, An e la Lega – sbotta Casini – ma noi ne abbiamo scelto uno diverso, creare un centro, non terzo polo".