politica

Vertice, si va avanti col confronto

Ieri clima agitato, alle 21 il 2° round

12 Lug 2004 - 08:50

Il vertice di governo a Palazzo Chigi si è concluso con un sostanziale nulla di fatto: alcuni partecipanti lo hanno definito interlocutorio. La riunione riprenderà alle 21. A quanto si apprende, dopo un inizio di discussione "particolarmente turbolento", si è passati alla valutazione dei contenuti e da questo punto si riprenderà nella prossima riunione. Berlusconi parteciperà anche alle riunioni delle 16 e delle 18 su Riforme ed Economia

"Siamo passati dalla tempesta dei giorni scorsi a un variabile verso il brutto, tuttavia il clima è migliorato", ha sintetizzato il leghista Roberto Calderoli al termine del vertice della Cdl a Palazzo Chigi.
Diversa la metafora, ma identico il significato, usata dal socialista Gianni De Michelis: "Non siamo andati a sbattere alla prima curva". Conclusione interlocutoria, quindi, quella del vertice dei leader della maggioranza chiamata a trovare una via di uscita alla verifica riapertasi dopo le elezioni europee. Non si può dire che sia stata raggiunta alcuna intesa, ma viste le premesse non è certo senza significato il fatto che la riunione non sia stata interrotta traumaticamente, e che anzi ci si sia dati appuntamento per oggi.

Berlusconi parlerà a quattr'occhi con ognuno degli interlocutori del vertice di ieri, e poi in serata ci sarà la seconda puntata del "tavolo politico" della verifica, quello che ha il compito di sciogliere i nodi di fondo.

All'inizio dell'incontro si è temuto il peggio, raccontano unanimi diversi partecipanti alla riunione, quando il premier ha severamente attaccato il leader dell'Udc Marco Follini, rimproverandogli di averlo attaccato in continuazione da mesi. Il premier ha sottolineato di aver subito in silenzio questi attacchi, ma affermando che non è possibile che ogni volta gli venga attribuita la responsabilità di tutto ciò che non va nel senso giusto. Il termine ultimativo posto dall'Udc al presidente del Consiglio e la lettera con le richieste accoppiata all'ultimatum, avrebbe protestato Berlusconi, non sono comportamenti leciti per un partito che fa parte di una coalizione.

Follini avrebbe a quel punto replicato che è l'Udc a sentirsi minacciato, accusando il premier di aver attentato all'autonomia del suo partito. E' a questo punto, raccontano, che sarebbero intervenuti i mediatori, in particolare il leader del Nuovo Psi Gianni De Michelis, che faticosamente, ma efficacemente, sono riusciti a portare il confronto sulle questioni di merito, prendendo come pro-memoria proprio la lettera inviata da Follini a Berlusconi. E da quel momento la discussione avrebbe assunto un tenore ben diverso, visto che su nessuna delle questioni affrontate sarebbero emerse opposizioni di principio. La disponibilità a discutere di tutto avrebbe quindi di molto rasserenato il clima, permettendo di darsi un nuovo appuntamento per oggi.

Nonostante le difficoltà, in Forza Italia si può cogliere un ragionevole ottimismo, dettato oltre che dalla conclusione del vertice dei leader anche dalla convinzione che alla fine proprio l'Udc non avrebbe alcun interesse a uscire dal governo, per limitarsi ad un appoggio esterno, perché una volta imboccata quella via sarebbe difficile arrestare certi processi, e si aprirebbe la strada della crisi di governo, che a sua volta potrebbe riverberarsi anche su tutte le istituzioni periferiche. Insomma, una coalizione, si osserva, non può andare in frantumi a Roma e rimanere intatta nel resto d'Italia. Oggi si tenterà quindi di trovare risposte condivise su tutte le questioni poste dai centristi, partendo dalla consapevolezza che nessuno ha interesse a far saltare il banco, ma anche sapendo che non sarà facile, in particolare su tre questioni: legge elettorale, federalismo, e il nome del successore di Tremonti al ministero dell'Economia.