politica

CdL, il rimpasto si avvicina

An e Udc. "Verifica in tempi brevi"

15 Giu 2004 - 09:46
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Silvio Berlusconi è uscito allo scoperto e ammette di essere il principale responsabile della scivolata elettorale. "Si correggerà quel che va corretto e rapidamente", ha detto il premier. An e Udc, uscite rafforzate dall'election day, si preparano a battere cassa. "E' una doverosa presa di coscienza", dicono dal quartier generale di Fini. Stessa aria si respira all'Udc: "Chiediamo una verifica vera".

E' ancora presto per dire in cosa si tradurrà il cambio di marcia promesso dal premier, che per ora non ha convocato gli alleati per un vertice e che con ogni probabilità non lo farà fino a dopo i ballottaggi per le amministrative. Ignazio La Russa elogia Berlusconi per "lo scatto d'orgoglio con il quale chiede di dare nuovo slancio al governo".

An e Udc dunque pretendono una verifica vera e in tempi brevi, convinti di essere stati determinanti - in netta controtendenza con il resto dell'Europa - per la tenuta della coalizione di governo. Il 'subgoverno' chiede un aggiornamento dei programmi e della squadra e mette sul banco degli imputati soprattutto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Ma è improbabile che Berlusconi voglia arrivare a sconfessare il principale artefice delle politiche economiche del governo, andando così a toccare anche la suscettibilità della Lega.

Gianfranco Fini, dopo la promessa mai mantenuta della cabina di regia economica del governo, potrebbe chiedere la Farnesina oppure optare per un ministero economico per uno dei suoi colonnelli. "Ora si cambia la squadra di governo, è da tempo che noi lo diciamo ma ormai è chiaro che urgono forze fresche dalla panchina", detta il viceministro di Adolfo Urso, che stando ai 'rumors' aspirerebbe personalmente ad una poltrona da ministro, magari quella delle Attività Produttive ora affidata ad Antonio Marzano.

Volentieri accetterebbe una promozione ad un dicastero economico di maggiore prestigio il ministro Gianni Alemanno, premiato nel 'derby' al Sud con Maurizio Gasparri da 262.990 preferenze e secondo dopo Fini. Ma anche Altero Matteoli (che ha avuto ottimi risultati al centro), o Ignazio La Russa, (che ha traghettato il partito fuori da questo delicato passaggio elettorale), potrebbero essere premiati.

Nell'Udc non si trova nessuno disposto a parlare di poltrone, ma certo i centristi ora vogliono vedere accresciuta per numero e rilevanza la loro squadra a Palazzo Chigi e invocano un cambio di priorità nel programma, con lavoro, famiglia e mezzogiorno in testa e riforma delle tasse in coda. "Non ci metteremo certo a litigare - assicura il capogruppo dei deputati Luca Volonte' - ma come le nostre ragioni sono state ascoltate dagli elettori, ora dovranno ascoltarci nel paese".

Per Marco Follini potrebbe essere disponibile il dicastero delle Infrastrutture liberato da Lunardi. Ma con Maurizio Gasparri che si è auto-candidato in Europa come commissario, assai appetibile per i centristi potrebbe diventare anche il ministero delle Comunicazioni. Anche la Lega batte cassa, chiedendo per ora "solo" che il federalismo sia messo al primo posto nel programma di governo, "nel nome di Bossi". Ci si prepara insomma alla resa dei conti, che il coordinatore di An La Russa ribattezza "discussione nella maggioranza" ma per la quale prevede perentorio "una chiusura in tempi veloci, subito dopo i ballottaggi".