politica

Telekom Serbia, interrogato Marini

Svizzera,seconda audizione per il teste

06 Mag 2004 - 23:19

"Si entra nel vivo delle contestazioni e Marini è deciso a collaborare perché è importante chiarire la sua posizione con il pubblico ministero federale". Lo ha detto l'avvocato di Lugano, Stefano Camponovo, difensore di Igor Marini,  teste nel caso Telekom Serbia, arrestato l'8 maggio dalla magistratura elvetica per riciclaggio, truffa e falsa documentazione bancaria. Camponovo ha confermato che Marini ha ripetuto i nomi di Prodi, Dini e Fassino.

Il legale ha anche detto che, probabilmente, nei primi giorni della settimana prossima Marini verra' interrogato nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolti i membri della delegazione della commissione Telekom Serbia giunti a Lugano lo scorso 8 maggio e che ora sono indagati in base all'articolo 271 del codice penale elvetico ("atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno stato estero").

"Marini sta bene - ha detto Camponovo - continua ad essere deciso a collaborare. Quello che e' importante e' chiarire la sua situazione con il ministero pubblico federale". Camponovo, a proposito dell'interrogatorio sostenuto a Berna per rogatoria con i pm di Torino, si e' limitato a confermare che Marini ha fatto i nomi di Prodi, Dini e Fassino. Il promoter in carcere puo' avere contatti telefonici "controllati" con l'attuale moglie.

Sul fronte dell'inchiesta della Commissione parlamentare, invece, tutto è rinviato di almeno due-tre settimane. La Commissione non andra' piu' a Lugano la prossima settimana per ascoltare il promotore finanziario che ha tirato in ballo Prodi, Dini e Fassino tra i destinatari di una presunta tangente di 55 milioni di dollari. Assieme all'interrogatorio e' meglio leggere i documenti che Marini aveva depositato presso il notaio Gianluca Boscaro e che sono stati sequestrati dalla magistratura elvetica l'8 maggio scorso.

Verso una prima archiviazione a Torino
E mentre la commissione parlamentare presieduta da Enzo Trantino (An) decide - all'unanimita' ma dopo una accesa discussione di due ore - di aspettare, a Torino la procura chiede l'archiviazione dell'inchiesta in cui sono indagati gli ex dirigenti Telecom Italia Tomaso Tommasi di Vignano e Giuseppe Gerarduzzi. I magistrati torinesi aprono pero' un nuovo fascicolo, per ora senza indagati, sulla base delle dichiarazioni di Marini, ascoltato a Berna lunedi' scorso (i verbali dell'interrogatorio sono stati chiesti dalla Commissione parlamentare). E sono le scarne parole del procuratore capo di Torino, Marcello Maddalena, a far prevalere l'impressione che i magistrati sembrerebbero intenzionati a lasciare la palla alla Commissione: "L'unica cosa che posso dire e' che non abbiamo guardato ne' voluto vedere nessuno degli atti sequestrati in Svizzera".

E' sulla base di quelle carte che la Commissione sembra intenzionata a valutare Igor Marini la cui credibilita', fortemente contestata dal centrosinistra, e' stata al centro di accesi scontri con esponenti della maggioranza durante l'ufficio presidenza, a porte chiuse. L'intenzione originaria del presidente Trantino era quella di partire lunedi', al massimo martedi' prossimo, per Lugano, per dare corso alla rogatoria d'urgenza accettata dalla procura federale elvetica.

Sarebbero stati i capigruppo della maggioranza Eufemi (Udc), Consolo (An) e Cantoni (Fi) a chiedere di rinviare l'interrogatorio di Marini fino a quando la magistratura elvetica non avesse concesso alla Commissione l' accesso ai documenti che, secondo Marini, proverebbero l'esistenza della tangente Telekom Serbia. Altrimenti - sostiene il centrodestra - da Marini non si otterra' nulla di nuovo, senza contare che l'interrogatorio non sara' eseguito direttamente dai commissari che andranno a Lugano, ma dal magistrato della procura federale elvetica che chiede preventivamente una sorta di canovaccio delle domande. Il centrosinistra, tuttavia, teme uno slittamento dei tempi sine die e vuole "dimostrare al piu' presto possibile - afferma il diessino Calvi - l'assurdita' e la strumentalita' delle dichiarazioni di Marini".

E così l'interrogatorio di Marini verra' rinviato di due-tre settimane, e comunque la rogatoria si terra' entro il mese di giugno, confidando che in questo periodo gli svizzeri diano l'assenso a visionare le carte. E mentre in Commissione si vota all'unanimita', al quarto piano di Palazzo San. Macuto fa la sua apparizione l'avvocato Luciano Randazzo, legale di Marini per quanto riguarda l'inchiesta aperta dalla procura di Roma.