politica

Referendum art. 18, "non voteremo"

Cisl e Uil scelgono l'astensione

06 Mag 2004 - 21:46

Mentre la Cgil si mobilita a favore del referendum del 15 giugno sull'estensione dell'articolo 18 ed Epifani fa sapere di "rispettare" la scelta di Cofferati, Cisl e Uil ufficializzano il loro no: "Lo faremo fallire con un'astensione attiva, militante e decisa" annuncia Pezzotta, mentre la Uil inviterà più semplicemente a non votare. "Le garanzie dei lavoratori vanno allargate attraverso un intervento legislativo", è la linea del sindacato di Angeletti.

Far fallire il referendum sull'articolo 18 che si propone di estendere le tutele previste dallo Statuto dei lavoratori anche ai dipendenti delle imprese al di sotto delle 15 unità. E' questa la posizione di Cisl e Uil, che di fatto sancisce una nuova spaccatura della piattaforma sindacale visto che la Cgil di Guglielmo Epifani, se pur con una segreteria che sulla questione si è spaccata, ha optato per appoggiare l'iniziativa referendaria promossa da Verdi e Prc.

"Rispetto la scelta di Cofferati" che ha annunciato che il 15 giugno non andrà a votare, "e per questo non intendo commentarla", fa sapere Epifani per il quale, invece, "è importante, quando ci sono istituti di democrazia diretta, votare un sì per la politica dei diritti e per le riforme anche se per materie così complesse non basta l'istituto referendario e bisogna riaprire una grande stagione di leggi e di riforme".

La Cisl di Pezzotta opta per "l'astensione attiva"
Ma per Savino Pezzotta quella della Cgil è "una scelta paradossale" perché "non si può dire che il referendum è sbagliato e allo stesso tempo invitare a votare sì, invece che orientarsi per il no o per il non voto".

Quel che è certo è che la Cisl non ha dubbi e che tenterà di far fallire l'iniziativa "con un'astensione attiva, militante e decisa". "Non andremo al mare - ha spiegato Pezzotta - ci batteremo nelle fabbriche per dire che questo referendum non porta nessun beneficio".

"Chiedo anche a chi ha intenzione di votare no di astenersi", ha aggiunto invitando tutti i cittadini a "dare battaglia contro uno strumento inutile".

La Uil sceglie il "non voto"
Anche la Uil ha optato per il "non voto". Un "non voto" che, è l'auspicio del direttivo della Confederazione guidata da Luigi Angeletti, si trasformi da subito in "una proposta di intervento, primo fra tutti quello legislativo, allo scopo di migliorare e allargare le forme di tutela per tutti quei lavoratori che oggi ne sono privi o ne fruiscono in modo parziale".

L'eventuale vittoria del sì, è la posizione del sindacato di via Lucullo, "faciliterebbe di fatto una forte crisi nel tessuto della piccola impresa, di per sé già fragile, e renderebbe più forte il ricorso al lavoro nero". La vittoria del no, d'altro canto, "equivarrebbe a negare la necessità di nuove tutele adeguate ai cambiamenti avvenuti nel mondo del lavoro e della produzione negli ultimi anni".