politica

"25 aprile rinnova la libertà"

Liberazione, Ciampi smorza polemiche

06 Mag 2004 - 13:54

Ciampi celebra il 25 Aprile, per la prima volta in forma solenne al Quirinale prendendo le distanze dalle polemiche sull' interpretazione della ricorrenza. "La celebrazione della Liberazione assolve al dovere della memoria e rinnova l'insegnamento dei valori di libertà e democrazia per i quali combatterono gli italiani sconfiggendo l'oppressione e l'intolleranza", ha scritto al Comitato organizzatore della manifestazione nazionale di Milano.

Da Ascoli ad oggi
"Non ci può essere, secondo Ciampi, nessuna confusione sul significato di questa data e, disse un anno fa alla manifestazione di Ascoli di Piceno, qualsiasi revisionismo storico è "improponibile". Pochi giorni prima, in visita a Trieste, con una nettezza di giudizi che andava al di là del linguaggio sobrio che lo contraddistingue, aveva manifestato il più totale dissenso alle proposte di celebrare insieme le vittime della persecuzione nazifascista alla Risiera di S.Saba e gli infoibati di Basovizza, vittime di un'altra violenza, quella delle forze del maresciallo Tito che operavano nella zona. Sono due cose diverse, disse il capo dello Stato, che pure si era recato a Basovizza a rendere omaggio a quei poveri morti.

Oggi nel messaggio agli organizzatori della manifestazione di Milano, levando la voce al di sopra delle schermaglie politiche, Ciampi ricorda che "il 25 aprile 1945 ci ha consegnato un'Italia libera che si riconosce in pace con i popoli e le nazioni, nella sua Costituzione e nelle radici comuni di un'Europa unita, speranza dei giovani che allora sacrificarono la vita". Fu allora, sottolinea, che gli italiani seppero riscoprire i valori di giustizia, di solidarieta', di liberta' a cui si ispira anche il nostro attuale impegno europeista. Come un anno fa, Ciampi ricorderà che la Resistenza che si vuole celebrare non fu una contrapposizione politica o ideologica ma un fatto concreto, di popolo. Fu all'inizio "una reazione delle coscienze alla sfida contro i valori e la dignit… dell'uomo.Una reazione che si affermò in modi diversi a seconda delle circostanze, ma fu un reazione largamente diffusa, spontanea". Dopo l'8 settembre, invece, "ci fu la Resistenza attiva di chi prese le armi in pugno, partigiani, soldati, militari che seguirono l'impulso della propria coscienza; ci fu la Resistenza silenziosa della gente, dei cittadini che aiutarono, soccorsero, feriti, fuggiaschi, combattenti, esponendosi a rischi elevati. Ci fu la Resistenza dolorosa dei prigionieri nei campi di concentramento, di chi si rifiutò di collaborare".