25 aprile, altro che pacificazione!
Infuriano le polemiche tra i poli
Alla vigilia del 25 aprile è la polemica tra maggioranza e opposizione sul valore storico e simbolico di una ricorrenza che il Capo dello Stato ha deciso di festeggiare con una cerimonia solenne al Quirinale. Per il ministro Giovanardi, oltre ai partigiani vanno ricordati anche "gli alleati che ci hanno liberato"; i Ds invitano Berlusconi a commemorare la strage di Marzabotto.Bondi, FI, replica: "Nemmeno lì i comunisti hanno le carte in regola".
"La storia è un'azione di ricostruzione lenta e paziente che va arricchita ogni giorno di nuovi approfondimenti e nuove testimonianze", aveva detto il Presidente della Repubblica Ciampi il 25 aprile dello scorso anno da Ascoli Piceno, "ma ciò non ha nulla a che fare con un improbabile revisionismo". E nonostante anche il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, all'epoca ragazzo della Repubblica di Salò, auspichi che il 25 aprile diventi "un'occasione di pacificazione nazionale, per ricordare i morti di una parte e dell'altra", a due giorni dalla ricorrenza della Liberazione, è già scoppiata la polemica tra i due schieramenti.
La Quercia: "Il premier a Marzabotto". Ed è polemica
Il via alle schermaglie l'ha dato il diessino Beppe Giulietti che, provocatoriamente, ha invitato il premier Berlusconi a "compiere un pellegrinaggio laico alle tombe di Marzabotto", dove centinaia di civili furono trucidati dai tedeschi guidati da Reder tra il settembre e l'ottobre del 1944.
Ma se il portavoce di An Mario Landolfi si è limitato a replicare che bisognerebbe "ricordare e commemorare tutti i caduti e tutti i martiri, anche coloro i quali furono uccisi solo perché non comunisti, a guerra addirittura finita", quello di FI, Sandro Bondi, ci è andato giù duro: "Giulietti faccia tutte le polemiche che vuole ma lasci stare Marzabotto - detto il deputato azzurro - neanche lì i comunisti hanno le carte in regola".
Il "rispetto dovuto alla Resistenza non può impedire di approfondire, in sede storica, la strategia politica seguita dai comunisti volta a radicalizzare lo scontro con le truppe naziste in ritirata", ha spiegato, "una strategia che ha fatto pagare alle popolazioni civili un prezzo troppo alto".
Dello stesso avviso la Lega che dice "basta con le polemiche" e invita il centrosinistra "a non strumentalizzare una festa che è di tutti e non solo sua": "Credo che sia venuto il tempo di affrontare finalmente una fase di pacificazione per un paese come il nostro - ha detto il capogruppo del Carroccio alla Camera Alessandro Cè - che deve intraprendere una strada nuova".
E il ministro Carlo Giovanardi, Udc, ricorda che "non tutti i partigiani combatterono per la democrazia e la libertà, ma una parte di loro per imporre in Italia, anche dopo la guerra, un regime di tipo stalinista" e invita quindi a commemorare, in occasione del 25 aprile, "gli alleati che non solo ci hanno liberato da una dittatura ma ci hanno anche aiutato a diventare un Paese libero e democratico".
Ma ad alzare ulteriormente i toni della polemica ci pensano il diessino Pietro Folena ed il verde Paolo Cento: per l'esponente del Correntone della Quercia, infatti, "nonostante qualche operazione di belletto a Fiuggi, molti all'interno di An rimangono nostalgici di Benito Mussolini e di quel regime". E per il deputato verde "questa destra non è degna di nessuna commemorazione e sarebbe meglio che il 25 aprile se ne stessero a casa".
