Devolution,Bossi: trovato l'accordo
Ma An precisa: resta il "salva-Italia"
"Accordo trovato". Umberto Bossi lascia il vertice di maggioranza ed esulta: "Per ora la devolution va avanti in Parlamento, e il voto arriverà la settimana prossima". Intanto, si apprende, come annunciato da Berlusconi, che la riforma del Titolo V della Costituzione sarà approvata dal prossimo Consiglio dei ministri. Ma Nania (An) precisa che nel testo resterà la clausola "salva-Italia". E la Margherita attacca: "Udc e An messe all'angolo dal Senatur".
"Alla fine immagino che ci sara' un voto unico su devolution e riforma del Titolo V della Costituzione. E, se ci dovra' essere, un unico referendum", aveva assicurato il presidente del Consiglio prima di dare avvio a quella che lui stesso aveva definito una riunione tecnica. Un summit che doveva conciliare le distanze tra Lega e Udc: divergenze sempre più grandi dopo il botta e risposta tra i due capigruppo alla Camera Cè e Volontè. E le dichiarazioni del Senatur sembrano aver quantomeno chiarito che un accordo di massima è stato raggiunto. Un accordo sì, ma di massima, perché sul piano squisitamente politico tutto sembra ancora da chiarire, soprattutto dopo le parole del presidente dei senatori di An, Nania.
Le accuse dell'Ulivo E il vice presidente dei deputati della Margherita Agazio Loiero rincara, affermando che "dalla stretta finale sulla devolution emergono con chiarezza due elementi: "l'esistenza di un vecchio patto Bossi-Berlusconi-Tremonti sulle risorse del Paese e la rivendicazione esclusiva del federalismo da parte della Lega mettendo all'angolo gli alleati dell'Udc e di An".
"Sulla devolution assistiamo all'ennesima forzatura di Berlusconi sulla sua maggioranza", dichiara Marco Rizzo, capogruppo Pdci alla Camera. "I diktat di Bossi e l'asse Forza Italia-Lega vogliono imporre un testo che contiene al suo interno dei pericolosi vulnus per l'unita' del Paese. Lo sanno bene i neofascisti e Alleanza nazionale e i moderati dell'Udc. Le modifiche separatiste della Costituzione volute da Bossi aprono una seria frattura nel Paese: scuola, sanita' e polizia locale andrebbero completamente nelle mani delle Regioni facendo saltare ogni elemento di solidarieta' e di equilibrio; ma per Berlusconi - conclude Rizzo - le voglie del senatur hanno la precedenza sugli interessi dell'Italia unita".
La replica di Nania Intanto la riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione sara' approvata al Consiglio dei ministri di venerdi' prossimo. Ad assicurarlo è il ministro per gli Affari regionali Enrico La Loggia.
Nel testo della riforma del Titolo V della Costituzione approvato dal vertice della Cdl ci sara' la clausola "salva-Italia". Questa la replica indiretta del presidente dei senatori di An. Nel futuro articolo 117, ha spiegato l'esponente di An, verra' prevista la competenza delle Regioni su una serie di materie (tra cui scuola, sanita' e polizia locale), purche' non venga intaccato "l'interesse nazionale". "In questo modo - ha spiegato Nania - eliminiamo il federalismo secessionista introdotto dall'Ulivo nella scorsa legislatura". La riforma varata dall'Ulivo prevedeva la possibilita' di attribuire alle Regioni delle competenze purche' cio' avvenisse con un voto del Parlamento nazionale.
