"Esiste una rete terroristica in grado di arruolare volontari in Occidente, di farli viaggiare come turisti pronti a colpire facendoli partire anche dall'Italia" in cui esiste "un avamposto delle basi terroristiche da cui far partire" nuove azioni. E' l'allarme lanciato dal ministro degli Esteri Frattini, intervenuto in Parlamento per ribadire che "l'Italia non è belligerante ma non è neutrale e non può esserci equivoco su chi debba vincere questa guerra".
Un intervento che ha toccato diversi argomenti, quello del responsabile della Farnesina chiamato a riferire, davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, sulla vicenda dei parà Usa partiti dalla base di Ederle (Vicenza) alla volta dell'Iraq, e a chiarire i dubbi dell'opposizione che ha accusato l'esecutivo di aver disatteso le decisioni del Consiglio supremo di difesa, che ha sì dato l'ok agli Stati Uniti per quanto riguarda l'utilizzo dello basi dislocate sul nostro territorio, ma non "per attacchi diretti" contro Baghdad e dintorni. E dopo aver assicurato che l'Italia lavorerà "affinché l'Onu ritorni ad avere un ruolo importante" e aver inviato l'opposizione a collaborare, il ministro ha lanciato un allarme inquietante e ha parlato dell'Italia, come di "una centrale di reclutamento, una base logistica, ma oggi purtroppo anche un avamposto operativo del terrorismo". "C'è una rete terroristica in grado di arruolare volontari in Occidente - ha spiegato Frattini - e di farli viaggiare come turisti pronti a colpire". "La lotta al terrorismo non è un problema che possiamo dimenticare o considerare superato", ha aggiunto invitando quindi a non abbassare la guardia, anche perché - avverte - ci sono prove di "una forte saldatura" tra Al Qaeda ed il regime iracheno. Il ministro degli Esteri, dopo aver ricordato il richiamo di Saddam ai kamikaze "per colpire la coalizione angloamericana", ha parlato di "un esercito senza divisa, invisibile, un terrorismo che ha bisogno di infrastrutture e addestramento". E tra le basi di addestramento, dunque, ci sarebbe anche l'Italia.
"Legittimo" il trasferimento
dei parà Usa dall'Italia in Iraq
I parà americani che sono partiti dalla base di Ederle - ha riferito il ministro nel corso del suo intervento - non sono arrivati direttamente in una zona di guerra, ma sono sbarcati in un'area dell'Iraq "che non è teatro di operazioni di guerra e che non è da anni sotto il controllo del regime di Baghdad". Dunque, ha aggiunto, la loro partenza da una base italiana non è assolutamente in contrasto con le decisioni assunte dal Parlamento e con quanto stabilito dal Consiglio supremo di difesa e la loro missione "è finalizzata al mantenimento della stabilità nel Kurdistan iracheno, con funzioni di deterrenza e compiti di prevenzione di eventuali contrasti e frizioni tra le milizie e le forze armate presenti nell'area". L'intervento dei parà americani, ha aggiunto il ministro, "deve facilitare inoltre l'avvio dei flussi di assistenza umanitaria a favore delle popolazioni locali".
"I nostri aerei non riforniscono in volo i B52 americani"
Frattini ha poi escluso categoricamente che i B-52 americani, come sostenuto in un'interrogazione presentata dal centrosinistra, vengano riforniti in volo da aerei italiani, fugando l'accusa "del presunto coinvolgimento diretto italiano". "Mi limito a dire - ha puntualizzato il ministro - che gli aerei italiani classificati come B 707/7 di cui è dotata la nostra aeronautica per il rifornimento in volo utilizzano un sistema che non è neanche compatibile con il B52".
"Italia non belligerante ma non neutrale" Il governo, ha proseguito, "conferma con coerenza le scelte fatte": "E' una scelta di solidarietà senza un intervento militare diretto, con le potenze alleate Gran Bretagna e Stati Uniti". "E' triste sentire chi si augura che questa guerra non finisca presto - ha aggiunto il ministro lanciando una stoccata all'opposizione - perché ogni giorno di più con il regime di Saddam è ogni giorno di più di lutti e di morti".
"Non abbiamo dubbi su chi abbia ragione e torto e non può esserci equivoco su chi è nostro amico e su chi debba vincere questa guerra" ha poi detto Frattini nel corso del suo intervento, sottolineando che "l'Italia non è belligerante", come aveva ribadito in precedenza il premier Berlusconi, "ma non è neutrale".
L'Italia lavorerà per la coesione euro-atlantica "Il presidente del Consiglio ed io - fa sapere Frattini - abbiamo detto più volte, che al di là del rammarico per l'impossibilità di una linea d'azione condivisa da tutti i Paesi, è ora necessario riaffermare il ruolo delle Nazioni unite e occorre un impegno dell'Ue per il futuro". "L'azione dell'Italia - ha sottolineato - è e sarà condotta affinché le Nazioni unite ritornino ad avere un ruolo importante".
L'Italia, ha quindi ribadito il ministro, "confermerà il suo impegno politico" nei confronti dello "sforzo diplomatico" degli Usa per "riallacciare i rapporti con tutti i Paesi europei", giudicando la visita del segretario di Stato americano Powell come un "importante passo avanti sulla via del rilancio della coesione euro-atlantica". Recuperare il dialogo tra Ue e Usa, ha detto Frattini, e "rinsaldare i rapporti tra gli Stati Uniti e la Federazione russa" è l'obiettivo da perseguire in futuro ed è la linea auspicata dall'Italia".
All'opposizione: "Occorre ritrovarci" "Mi rivolgo - ha concluso Frattini - a quella parte dell'opposizione che ha avuto una cultura di governo ed ora è chiamata a riflettere al fine di ritrovarci nella prospettiva di un futuro prossimo che ci riguarderà".
"L'auspicio e la speranza sempre più flebile", ha infine detto il responsabile della Farnesina chiedendo all'opposizione di abbassare i toni della polemica anche in vista del semestre di presidenza italiana della Ue, è che il centrosinistra riconosca l'operato dell'esecutivo perché "sostenere l'azione del governo significa sostenere l'Italia".
