"Legame tra Saddam e terrorismo"
Frattini:i 4mila kamikaze ne sono prova
Bagdad minaccia di utilizzare contro le truppe anglo-americane ben 4mila kamikaze provenienti da tutto il mondo arabo e per Franco Frattini "questa è la prova formidabile di come ci sia un legame davvero forte fra fondamentalismo, estremismo, proseliti del terrore e Saddam". Il ministro degli Esteri invita quindi la comunità internazionale "ad isolare il terrorismo ovunque esso sia" e agli "amici arabi" manda a dire: "Non ce l'abbiamo con voi".
"Vogliamo che il regime di Saddam Hussein cada ma insieme dobbiamo dire in modo forte che il dialogo con la cultura islamica è essenziale". E' quanto ha voluto sottolineare, a margine della conferenza dei direttori degli istituti italiani di cultura all'estero, il responsabile della Farnesina per il quale "il messaggio forte" da far pervenire "ai nostri amici arabi è che non ce l'abbiamo con loro".
Per Frattini, infatti, è necessario che l'Occidente porti avanti "il dialogo interculturale" perché serve "a sconfiggere le pulsioni dei fondamentalisti che sono per fortuna una minima parte" e "a far sentire a chi vive nei Paesi arabi che noi non cerchiamo la via dell'aggressione e della chiusura".
"Il fatto che Saddam Hussein minacci 4mila kamikaze è la prova formidabile di come ci sia un legame davvero forte fra fondamentalismo, estremismo, proseliti del terrore e Saddam", ha poi spiegato il ministro degli Esteri: "Se davvero militanti di Al Qaeda si stanno trasferendo in zone dove si combatte per aiutare Saddam con attentati suicidi - ha aggiunto Frattini - questa è la prova del collegamento e della necessità per la comunità internazionale di isolare il terrorismo ovunque esso sia".
"Il terrorismo resta il nemico numero uno"
"In queste ore - ha detto ancora Frattini - cominciamo a parlare di nuovo, dopo molti mesi, di terrorismo come priorità di attacco di tutta la comunità democratica mentre nelle ultime settimane era sembrato che si dimenticasse che il terrorismo resta il nemico numero uno per la civiltà".
Il ministro degli Esteri, dopo aver ricordato che "il Consiglio europeo di marzo ha ritenuto di uguale forza "il tema della ricostruzione dell'Iraq e quello del rilancio del processo di pace in Medioriente, ha poi insistito sulla necessità di pensare fin da ora alla ricostituzione di "condizioni politiche, democratiche e sociali per il popolo iracheno nel momento in cui, e spero arrivi prestissimo - ha concluso Frattini - il regime di Saddam Hussein sarà caduto".
