Cda Rai, Annunziata presidente
Scelta da Pera e Casini, ha accettato
Vertice lampo tra i presidenti delle Camere che, dopo una convulsa giornata politica, fitta di incontri e scaramucce tra Polo e Ulivo (ma anche nella stessa Cdl), indicano Lucia Annunziata alla presidenza Rai. E così, dopo la rinuncia di Mieli, l'attività diplomatica ha dato i suoi frutti. Casini ha incontrato prima Fassino (che chiedeva al Polo di revocare i veti allo stesso Mieli) e poi Pera. La Annunziata ha accettato l'incarico.
A tenere banco non c'era soltanto lo scontro in atto tra Ulivo e Cdl, ma anche una battaglia tutta interna al Polo. E, nello stesso tempo il fermento tra i consiglieri designati: Rumi chiedeva di non tornare indietro rispetto al 4+1.
E così dopo le crescenti pressioni per un ripensamento del presidente designato, è emerso il nome di una donna: il direttore dell'agenzia Ap Biscom, Lucia Annunziata. Lo stesso presidente della Camera Casini, a chi gli chiedeva -prima dell'incontro- se al vertice della Rai sarebbe stata nominata una donna, aveva risposto: "Vedremo". E il nome è stato fatto: Lucia Annunziata è stata indicata alla presidenza di Viale Mazzini.
Restano, per ora, le tensioni tra Ulivo e Cdl e anche nella stessa maggioranza, con Udc da una parte a invocare un ripensamento dello stesso Mieli e a chiedere alla coalizione di recuperare la situazione e quel presidente designato tanto elogiato in prima battuta, insieme a tutto il nuovo Cda, e Lega (in particolare) e Forza Italia dall'altra che chiudono decisamente la porta a tale ipotesi.
"Il governo si adoperi" perché Mieli possa ripensarci ed esercitare il mandato "in piena autonomia" chiedeva l'ufficio politico dell'Udc, ma il Carroccio aveva replicato: con la rinuncia di Mieli vince al legalità.
Casini: sono realista E poco prima, Casini aveva incontrato per circa tre quarti d'ora il segretario dei Ds senza però rilasciare dichiarazioni sull'esito del colloquio.
Con quale stato d'animo il presidente della Camera si appresta ad affrontare nuovamente il nodo dei vertici Rai? "Ne' ottimista, ne' pessimista ma realista", si era limitato a replicare Pier Ferdinando Casini al termine della seduta mattutina a Montecitorio. Il presidente della Camera non voleva fornire indicazioni sui tempi di soluzione.
L'appello di Fassino "L' Ulivo -ricorda il segretario dei Ds- ha dato prova del suo senso di responsabilita' istituzionale accogliendo la proposta dei presidenti delle Camere. Abbiamo indicato tre personalita' di garanzia, tra cui Paolo Mieli. Adesso non tocca piu' a noi decidere, ne' proporre cose nuove. Adesso - spiega Fassino - sono gli altri che devono dimostrare lo stesso senso di responsabilita' tornando sui loro passi".
"Al presidente ho manifestato tutto lo sconcerto per l'irresponsabile comportamento della maggioranza di governo sulla vicenda Rai ed ho ribadito che soltanto chi ha provocato questa crisi la puo' risolvere, rimuovendo finalmente veti e ostacoli frapposti alla candidatura Mieli". Così Piero Fassino, in una nota, spiega il tenore del colloquio avuto con il presidente della Camera.
Rumi: non torniamo indietro Secondo Rumi, "l'ipotesi altra e' che noi consiglieri ci vediamo la prossima settimana, cercando di capire. Non escluderei pero' che ci possa essere un ripensamento, non da parte nostra pero', che cosa possiamo fare?. Il problema e' che noi siamo stati nominati nell'ambito di un certo metodo, inventato da Pera e Casini, quello appunto del 4+1. C'e' ancora questo metodo o e' scomparso? Quello che escludo e' che di soppiatto si nomini un altro, perche' non e' nello spirito dell'iniziativa presa, che era oggettivamente innovativa". Per il consigliere Rumi "questo vuol dire che l'esecutivo si deve contenere e lasciare che i presidenti delle Camere, che fanno le nomine, decidano nella loro autonomia. Non ci deve essere nemmeno l'impressione di una contrarieta', o di un ripensamento, o di un ritorno al vecchio sistema. A me il 3+2 non piace, e' lo schema partitico. Allora tanto vale dire ai partiti: nominate chi volete. Si e' sempre fatto cosi' e si ritornerebbe ad un vecchio sistema".
L'esecutivo si contenga
"Mi auguro che Berlusconi faccia un bel gesto, che Mieli torni a fare il 4+1, cercando di fare un buon lavoro non solo nell'interesse della Rai ma anche del Paese in un momento molto difficile". La pensa così il consigliere d'amministrazione Rai Giorgio Rumi, che spiega di "non essere un uomo buono per tutte le stagioni".
Veneziani: nessun automatismo
tra uscita Mieli e altri consiglieri
"Mi attendo quello che credo si attendano tutti gli italiani di buon senso: il reintegro del consigliere che ha rinunciato", dice, invece, Marcello Veneziani, sottolineando però di parlare a titolo personale. "Mi sembrerebbe - aggiunge - la soluzione piu' normale, perche' rifiuto l'idea di un automatismo tra la rinuncia di Mieli e l'azzeramento di tutto il cda: mortificherebbe la mia dignita' personale, non sono qui per fare il figurante". E' chiaro pero', ha concluso Veneziani, "che se il reintegro non ci fosse poi ognuno dei consiglieri decidera' per conto proprio cosa fare".
