L'Ulivo boccia la riforma Moratti
"Un salto all'indietro di 40 anni"
Mentre anche il premier, come tutta la Cdl, plaude all'approvazione definitiva delle riforma della scuola messa targata Moratti, dall'opposizione si leva un coro di critiche contro il provvedimento bollato come "sbagliato, ingiusto e iniquo". "E' un attacco alla scuola pubblica" tuona Angius, Ds; Rizzo, Pdci, parla di una "controriforma" che fa fare alla scuola italiana "un salto all'indietro di quarant'anni". E il 12 aprile la Cgil scende in piazza.
Soddisfazione dal presidente del Consiglio Berlusconi per il varo definitivo da parte del Parlamento della riforma Moratti: "Si tratta della prima riforma organica della scuola dopo 80 anni, dopo quella Gentile del 1923", ha sottolineato il premier annunciando che presto il governo "metterà mano anche alla riforma dell'università".
Durissimo il commento dell'opposizione Si tratta di "un attacco alla scuola pubblica", incalza ancora il capogruppo della Quercia al Senato, perché delinea "una scuola di classe" che "separa nettamente chi ha più possibilità economiche e andrà al liceo da chi sarà costretto a scegliere il canale professionale, cioè i figli delle famiglie più svantaggiate". Inoltre, sostiene Angius, si tratta di una riforma "inapplicabile" visto che "la legge non ha la necessaria copertura finanziaria e la Moratti sarà costretta a trovare in fretta 19 mila miliardi delle vecchie lire prima di emanare i decreti di attuazione". Duro anche il commento del leader dell'Udeu Clemente Mastella, per il quale "dietro la controriforma della scuola, c'è l'ideologia della selezione di classe e non il valore democratico delle pari opportunità". Bocciano il provvedimento anche i Comunisti italiani, che parlano di una "controriforma che fa fare alla scuola italiana un salto all'indietro di quarant'anni" poiché, sostiene Marco Rizzo, "divide la scuola in serie A e B e umilia il servizio pubblico con il preciso obiettivo di privilegiare gli istituti privati e i ceti benestanti". Dello stesso avviso anche Rifondazione Comunista secondo cui "reintroducendo una chiara selezione di classe nell'accesso all'istruzione, è stato inferto un duro colpo al sistema scolastico italiano".
Ma il centrosinistra boccia senza appello il provvedimento voluto fortemente dal ministro dell'Istruzione considerandolo, come fa sapere Gavino Angius, "una legge sbagliata, ingiusta e iniqua".
Contro la riforma la Cgil scende in piazza "Sarà una straordinaria manifestazione nazionale copromossa da un vasto schieramento", annuncia Panini, "e rappresenterà la prima grande risposta contro una legge illegittima sul versante costituzionale e devastante per gli effetti che produrrà sui livelli di istruzione nel Paese, con l'introduzione della rigida separazione fra scuola e accesso al lavoro".
Una "pessima legge". Così il segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, etichetta la riforma varata definitivamente dal Parlamento, contro la quale il sindacato di Epifani scenderà in piazza il 12 aprile.
