politica

"Non va tirata troppo la corda"

Cda Rai, Mastella parla a Tgcom

05 Mag 2004 - 19:21

"E' ovvio che Pera e Casini non possono stabilire che, là dove il presidente se ne vada, venga sfiduciato l'intero Cda, ma con un fair play generale se ne potrebbe uscire". Con un'intervista al Tgcom, Clemente Mastella, "ancora dipendente Rai in quanto giornalista in aspettativa", rilegge così le condizioni poste dall'Ulivo per indicare il presidente di viale Mazzini e invita gli alleati a non tirare troppo la corda: "Le elezioni le abbiamo perse noi".

On. Mastella, come valuta l'esito del vertice tra Ulivo e Prc?
Mi pare sia stato abbastanza positivo, perché c'è stata una valutazione un po' più fredda rispetto alle prime manifestazioni in cui si era dato per acquisito il no alla proposta Pera-Casini. Oggi mi pare si registri una modalità nuova, nel senso di valutare, vedere rendersi conto e , là dove esistano le condizioni, di accettare l'ipotesi che il Presidente della Rai sia espresso dall'opposizione.

La prima condizione che avete posto è che l'Ulivo farà un nome solo se il nuovo presidente potrà prendere decisioni insieme al direttore generale. Lei è d'accordo?
In realtà questa è stata una mia proposta, nell'ambito del vertice, dove ho detto che il presidente non deve solo essere espressione dell'opposizione ma anche lavorare con gli altri per dare una mano ad un editore che è particolare, visto che nel caso della Rai è il Parlamento. Per altro questo editore è in difficoltà, viste le condizioni in cui versa la Rai, così con il nostro contributo vogliamo dare una mano. Ma non è sufficiente dare il proprio contributo e poi assistere impotenti a quel che accade, bisogna anche operare: avere un presidente scelto dall'opposizione non serve a niente se il direttore generale e il presidente stesso camminano scontrandosi tra di loro.

Voi chiedete che anche gli altri quattro consiglieri siano "di garanzia" ma Pera e Casini hanno detto che verranno nominati "in conformità alla scelta della maggioranza degli elettori". Il famoso 4 +1, dunque. Che ne pensa?
Se si accetta l'idea che il direttore generale lavori d'intesa con il presidente e si trova un modo per cui sulle scelte aziendali si decide all'unanimità, questa mi parrebbe la condizione ottimale. Dopo di che c'è anche qualche amico dell'opposizione che ritiene che noi siamo maggioranza, ma noi siamo opposizione.

Che intende dire?
Non è che possiamo avere il presidente che non sia prigioniero politico, magari il direttore generale amico, il direttore del Tg1 che ci piace, il direttore del Tg3 che faccia costantemente Ballarò: questo francamente non mi pare possibile per la semplice ragione che abbiamo perso le elezioni.

Paradossalmente sulla proposta di Pera e Casini vi siete trovati d'accordo con Rifondazione, che ha fatto pressione affinché l'Ulivo accettasse di indicare "un presidente autorevole".
Sulle cose giuste a volte ci si ritrova, quando si ragiona politicamente e le nostre scelte non sono legate da fatti particolari o contingenti o legati a quello che può dire o non dire Cofferati; nessuno è Cofferati dipendente.

Pera e Casini come reagiranno alle condizioni che avete posto per indicare il Presidente Rai?
E' ovvio che Pera e Casini non possono stabilire che, là dove il presidente se ne vada, venga sfiduciato l'intero consiglio di amministrazione.

Anche perché bisognerebbe cambiare la legge…Come se ne esce?
Con un fair play generale, acquisito sia dai presidenti sia da tutte le forze politiche. La nostra proposta è un elemento politico e se c'è buon senso e senso di equilibrio le cose potrebbero andare positivamente. Ma se lei mi chiede se c'è grande buon senso in giro e senso di equilibrio le rispondo di no.

Giulia Buia