"Il problema della disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti praticamente in tutti gli Stati membri", lo scrive il premier Enrico Letta al presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy, sulla base dei recenti dati della Commissione Ue. "Senza misure straordinarie e mirate non sarà possibile invertire questo trend, aumentando il rischio che la disoccupazione giovanile diventi strutturale", ha affermato Letta.
Nazioni devono mantenere finanze pubbliche sane - "Il ritorno ad una crescita capace di generare occupazione giovanile di qualità e sostenibile nel tempo è legato alla capacità dei sistemi nazionali di mantenere finanze pubbliche sane e di adottare riforme strutturali", ha scritto. "Ma molto dipende anche dalla cornice offerta dalle politiche dell'Unione. Se le istituzioni europee non si dimostrano capaci di intervenire per risolvere il problema della disoccupazione, finiranno per alimentare sentimenti di frustrazione e risentimento, terreno ideale per la crescita di movimenti populisti ed anti-europeisti", ha poi spiegato.
Gli interventi da fare - Per combattere la disoccupazione giovanile "dobbiamo mobilitare tutte le fonti di finanziamento possibili a livello europeo e accelerare le fasi preparatorie della nuova Iniziativa per l'occupazione giovanile in modo da poter procedere con l'erogazione dei primi finanziamenti già all'inizio del 2014''. "Se abbiamo la possibilità di concentrare i 6 miliardi di euro nella primissima fase del nuovo ciclo di bilancio, potremo valutare sulla base dei risultati raggiunti se e come aumentare la dotazione finanziaria". ''E' necessario inoltre - aggiunge - usare tutto il potenziale del Fondo Sociale Europeo. Il Consiglio europeo dovrebbe dare indicazioni affinchè il Fondo possa incentivare la creazione di nuova occupazione per i giovani, anche finanziando tagli agli oneri fiscali e contributivi per le nuove assunzioni. L'elevato carico fiscale e contributivo che grava sul lavoro è, infatti, uno dei fattori che più frenano la creazione di nuova occupazione e la competitività".
Rafforzare finanziamenti per le Pmi - E' importante inoltre ''ricordare il ruolo delle PMI nella creazione di lavoro. Occorre rafforzare i finanziamenti della BEI per le PMI che creano occupazione giovanile, anche esaminando forme di maggior coordinamento con i fondi strutturali dell'Unione. Dati i limiti del bilancio dell'Unione - conclude Letta - ulteriori risorse dovranno venire dai bilanci nazionali. E' necessario allora riflettere su come ampliare gli spazi disponibili per le finanze pubbliche nazionali, sfruttando le possibilita' offerte dal Patto di Stabilità e di crescita. Ad esempio, facendo seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di marzo 2013, è necessario riconoscere per gli Stati che si trovano nella parte preventiva del Patto la possibilità di beneficiare di reali margini di flessibilità per investimenti volti alla promozione dell'occupazione. Questi interventi devono, ovviamente, essere parte di un quadro complessivo di riforme nel contesto del semestre europeo. Mi auguro di poter approfondire insieme questi temi in occasione del nostro incontro a Roma il prossimo 31 maggio''.
