sbagli ricorrenti

Borghezio fuori dagli euroscettici a StrasburgoTutta la sua carriera al centro della polemica

Dopo le sue sfortunate affermazioni sul neo ministro dell'integrazione, Mario Borghezio si è autosospeso dal suo partito e ora, dopo le scuse, rischia grosso e non è la prima volta

22 Mag 2013 - 16:47
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © LaPresse

© LaPresse

Mario Borghezio è sempre stato, nella sua altalenante carriera politica, in bilico sul filo che pende tra la provocazione e l’esasperazione. Le sue affermazioni, ormai divenute celebri, e le sue mosse politiche hanno fatto quasi sempre scalpore, vuoi per i toni offensivi, vuoi per le assurde prese di posizioni del leghista torinese.

L’ultima di Borghezio lo ha costretto a autosospendersi dal gruppo Efd (Europa della libertà e della democrazia - euroscettici). Nel pomeriggio ha tentato la ritirata, intervenendo in aula a Strasburgo per scusarsi, ma ora l’europarlamentare dovrà fare i conti anche con una petizione del Parlamento europeo per ottenere le sue dimissioni.

Questo è solo l’ultimo episodio della saga che ha come protagonista Mario Borghezio. Nel 2011 per esempio il suo stesso partito lo aveva sospeso per tre mesi perché non era pervenuta la sua quota annuale di iscrizione. La sospensione era seguita alla tempesta in cui era stata coinvolta la Lega in seguito alle affermazioni del suo deputato in merito alla strage di 77 persone portata a termine da Anders Breivick. Borghezio aveva descritto come “condivisibili” le idee del’estremista norvegese.

Sempre del 2012 è l’infelice uscita su Roma, un città “schifosissima”, per cui “ci vorrebbe un’opera di derattizzazione”. Senza poi andare a riesumare gli apprezzamenti su Mussolini, sempre l’anno scorso ha partecipato a un congresso di estrema destra francese organizzato a Orange. Il leghista, esaltando l’identità europea, ne ha approfittato per invitare i suoi simili a bastonare gli invasori.

Come oggi, anche quella volta l’europarlamentare era poi corso ai ripari, chiedendo scusa e dichiarando “di averla fatta un po’ fuori dal vaso”.