politica

Libertà religiosa, Lega all'attacco

"Una legge che non deve passare"

04 Mag 2004 - 03:38

La Lega è pronta a dar battaglia: la legge sulla libertà religiosa non va bene. Pronti già centinaia di emendamenti al disegno di legge di Sandro Bondi per abolire le leggi fasciste sui culti ammessi. Per il vicepresidente dei deputati del Carroccio, Federico Bricolo, è un provvedimento "inopportuno, pericoloso e che gli italiani non hanno chiesto, perche' la liberta' di culto non e' mai stata messa in discussione".

Sono dunque oltre cento gli emendamenti presentati in Commissione Affari costituzionali alla Camera. Nel mirino della Lega è l'intero impianto della legge: "Non e' possibile far passare il concetto - spiega Bricolo - per cui tutte le religioni sono uguali. Cosi' trionferebbe quel relativismo, destinato a favorire l'indifferanza nei confronti della religione e delle radici cristiane del nostro popolo".

Ci sono poi gli aspetti che riguardano direttamente la religione islamica: "Dopo l'11 settembre e' diventato chiaro che tutte le comunita' islamiche sono infiltrate da seguaci della jihad e in Italia nessuno dei cosiddetti musulmani moderati nei centri e nelle moschee ha mai denunciato la presenza degli estremisti". 

Per la Lega con la nuova legge si concedono "diritti a pioggia" e si 'bypassano' anche le future eventuali intese tra Stato e religioni. "La concessione della personalita' giuridica - rileva un altro leghista, Luciano Dussin - consentirebbe gia' una grande liberta' di azione alle varie realta' islamiche e a quel punto gli integralisti, che tengono sotto scacco la gran parte delle comunita' italiane, avrebbero gioco facile a scalzare con una spallata i moderati che oggi guidano le moschee". 

Il relatore Bondi: solo così si favorisce
la ricerca di interlocutori moderati
Diversa l'opinione del relatore del provvedimento, il portavoce di FI, Sandro Bondi, per il quale con la nuova legge si avra' il "pieno riconoscimento della liberta' religiosa" in Italia, con il superamento della legislazione dei culti ammessi. Bondi rilancia le parole del ministro dell'Interno Pisanu per favorire la ricerca di interlocutori moderati nel mondo islamico, per arrivare ad un Islam italiano "compatibile con le leggi e i valori del Paese", anche se, sottolinea, "la legge non prevede alcun diritto automatico all'intesa" con lo Stato.

Anche il sottosegretario all'Interno, Antonio D'Ali', il diritto all'intesa "sussiste soltanto quando una confessione si trovi nelle condizioni di potervi accedere" e, comunque, il governo sostiene il provvedimento destinato a favorire una "poltica religiosa che consenta di affrontare la sfida del pluralismo multiculturale e multireligioso in termini di integrazione, ai fini di una pacifica convivenza civile".