politica

Ulivo e Cdl: no all'infibulazione

Senato, voto bipartisan per lo stop

04 Mag 2004 - 02:37

Con un voto bipartisan la commissione Giustizia del Senato ha dato l'ok al disegno di legge messo a punto da Consolo, An, che punta a reprimere anche in Italia la pratica dell'infibulazione con una pena dai 6 ai 12 anni di carcere aumentati di 1/3 se a subirla è una minore. Chiesta la procedura d'urgenza per velocizzare l'approvazione definitiva del testo, con un nuovo esame da parte della commissione in sede deliberante che eviti il passaggio in Aula.

Dunque maggioranza e opposizione, almeno per una volta, hanno votato compatte a favore del disegno di legge presentato dal parlamentare di An per introdurre nell'ordinamento italiano il reato di mutilazioni genitali, concordando anche sulla necessità di una corsia preferenziale per approvare in tempi rapidi il testo che mira a tutelare le bambine, tra le 30 e le 50mila, che ogni anno subiscono nel nostro Paese la pratica dell'infibulazione.

Il provvedimento è infatti stato approvato per ora dalla commissione Giustizia riunita in sede referente, ma è stato chiesto che venga licenziato da Palazzo Madama attraverso un nuovo esame della stessa commissione, questa volta riunita in sede deliberante, in modo da evitare il passaggio in Aula che allungherebbe i tempi. Se la presidenza del Senato accettasse la richiesta e dalla Commissione arrivasse un nuovo disco verde, il provvedimento potrebbe quindi passare direttamente all'esame della Camera, accelerando così i tempi per l'approvazione.

Il contenuto del ddl
Il disegno di legge messo a punto dal senatore di An Giuseppe Consolo punisce la pratica dell'infibulazione con una pena che va dai 6 ai 12 anni di carcere, aumentati di un terzo se a subirla sia una minore. Vengono puniti tutti i casi di "violenza sulla persona diretta agli organi genitali e consistente in mutilazioni e lesioni effettuate in mancanza di esigenze terapeutiche al fine di condizionare le funzioni sessuali della vittima". Inoltre, anche se l'infibulazione sia stata praticata all'estero da una persona residente in Italia, il responsabile può essere punito una volta che faccia rientro nel nostro Paese.

La soddisfazione del ministro Prestigiacomo
Soddisfatto l'autore del provvedimento: "Finalmente - ha detto Consolo - il Senato ha dato un chiaro messaggio della voglia di fare che caratterizza, anche in queste materie certamente al di fuori dell'agone politico, la Cdl".

Soddisfatto anche il ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo, che parla di "un passo importante che ha visto la convergenza di tutti i gruppi e che rappresenta un segnale chiaro e preciso".  "Le mutilazioni genitali - ha aggiunto - sono una grave violazione dei diritti umani, appaiono inaccettabili e meritano una specifica previsione e sanzione nel nostro ordinamento" soprattutto per adeguarlo, ha sottolineato, "a realtà nuove derivanti dal fenomeno dell'immigrazione, che impone di confrontarsi con pratiche estranee alla nostra cultura e al nostro costume".