"Separazione carriere? Non serve"
Scalfaro e giuristi sulla riforma
Continua la battaglia tra i due schieramenti sulla riforma della giustizia, all'esame del Senato, anche se per ora la Cdl ha congelato il discusso emendamento Bobbio che prevede un doppio concorso per separare le funzioni di giudici e pm. Intanto l'ex Capo dello Stato Scalfaro si schiera con le toghe ("Non sono loro -ha detto- ad accendere la polemica"). Conso, Grosso ed Elia: "Una riforma che non risolve i problemi".
All'indomani del varo da parte del Csm di una risoluzione che ribadisce la possibilità di criticare le sentenze degli organi giudiziari purché ciò non si trasformi in una "delegittimazione" della magistratura, anche il Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, intervenendo ad una tavola rotonda sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, si schiera apertamente con le toghe. Scalfaro dunque riunisce gli ex vicepresidenti del Csm e spara: "E' una rappresaglia, la responsabilità dello scontro non è dei magistrati". E proprio mentre il premier Berlusconi invita la Cdl ad "andare avanti con i nostri progetti". Nel momento in cui la questione giustizia viene discussa su "un terreno di polemica eccezionale, direi fastidiosa", ha detto Scalfaro, la parte "più accesa nella polemica non è quella della magistratura". Alla presenza di tutti i vice presidenti del Csm degli ultimi 10 anni, Scalfaro ha usato dure parole nei confronti di Silvio Berlusconi, le cui più recenti esternazioni "sono state dichiarazioni di fronte alla magistratura in quanto tale", contrariamente a quanto avveniva in passato quando "la polemica politica aveva bersagli abbastanza individuabili ed individuati negli atteggiamenti di alcuni magistrati". Secondo Scalfaro, invece "ora c'è stato un innalzamento non di tono ma di sostanza". L'ex Capo dello Stato ha poi ricordato che ai tempi del passaggio dal sistema elettorale proporzionale a quello maggioritario ci fu chi ne parlò in termini "di battesimo, di purificazione assoluta". "Ciò che mi dispiace - ha aggiunto - è che nella discussione sulle carriere separate si cerchi di ripetere un'interpretazione di questo tipo, dicendo che si cambia il mondo, che il processo diventa rapido, che la situazione sarebbe totalmente diversa".
Stop all'emendamento Bobbio E proprio in questa sede si attendeva, giovedì scorso, l'ufficializzazione del cosiddetto "emendamento Bobbio", dal nome del senatore di An che lo ha presentato, sul doppio concorso per separare le funzioni di giudici e pm. Ma dalla stessa Cdl è arrivato lo stop sulla discussa proposta, probabilmente perché il Polo sta pensando ad una "rivisitazione generale" dell'argomento giustizia. Se ne riparlerà comunque martedì prossimo quando la commissione riprenderà l'esame della riforma.
Anche nella maggioranza, intanto, si è sviluppato un dibattito interno che ruota attorno alla riforma dell'ordinamento giudiziario messa a punto dal Guardasigilli Roberto Castelli (che prevede la distinzione delle funzioni tra giudici e pm e non la separazione delle carriere, con l'obbligo di cambiare distretto in caso di passaggio da un ruolo all'altro), attualmente all'esame della commissione Giustizia del Senato.
Il premier alla Cdl: "Avanti con la riforma della giustizia" Pera ha suggerito di ripartire dall'ultimo testo approvato dalla Commissione, che però non prevedeva la separazione delle carriere dei magistrati, punto caldo della questione, ma solo quella delle funzioni: "L'ultima bozza Boato - ha detto il presidente del Senato - era un progetto abbastanza omogeneo, concordato dopo un lungo dibattito che coinvolse anche la magistratura, largamente condiviso e che teneva conto anche delle critiche dei giudici" quindi, ha insistito, "potrebbe benissimo essere ripreso, semmai aggiornandolo in qualche punto". Ma il premier ha detto "no": "C'è un programma della Cdl - ha tagliato corto Berlusconi - e noi intendiamo applicarlo. E' un programma di assoluto buonsenso che nessuno ha mai messo in discussione".
Intanto il premier ha bocciato la proposta del presidente del Senato Marcello Pera, che aveva rilanciato la bozza Boato partorita dalla Bicamerale come volano per riagganciare il dialogo con il centrosinistra sulla questione giustizia.
