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15.7.2012

Settimana decisiva per Monti tra tagli e scudo

In parlamento arriva il decreto sulla spending review e la ratifica del Fiscal Compact

21:51 - Si preannuncia una settimana calda per Mario Monti che deve continuare a convincere i partner europei che l'Italia sta "facendo i compiti" e in casa far passare alcune leggi importanti entro venerdì. In Parlamento si discute la ratifica definitiva del Fiscal compact e del Meccanismo europeo di stabilità (Esm) e, soprattutto, il decreto sulla spending review. Quest'ultimo necessario per recuperare i fondi per il terremoto e per evitare l'aumento Iva.
Si preannuncia una settimana calda per il premier Mario Monti che deve continuare a convincere i partner europei che l'Italia sta "facendo i compiti" e in casa far passare alcune leggi importanti entro venerdì. In Parlamento si discute infatti la ratifica definitiva del Fiscal compact e del Meccanismo europeo di stabilità (Esm) e, soprattutto, il decreto sulla spending review. Quest'ultimo necessario per recuperare i fondi per il terremoto e quelli per evitare l'aumento dell'Iva.

Primi in Europa per l'Esm
In una cosa l'Italia con molta probabilità primeggerà nell'Ue: sarà la prima della classe negli impegni sottoscritti in Europa. Prima del decisivo Eurogruppo di venerdì 20 luglio, infatti, il governo porterà a casa la ratifica definitiva del Fiscal compact e del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), su cui neanche Francia e Germania sono ancora a posto. Ora il premier è concentrato sull'Europa, con la riunione dell'Eurogruppo il 20 luglio, a cui andrà probabilmente il neoministro Vittorio Grilli, e il possibile Vertice europeo del 25. L'obiettivo è accelerare la definizione dei meccanismi di funzionamento dell'Esm in chiave anti-spread, l'unico che può indurre gli speculatori a interrompere gli attacchi ai nostri Titoli.

In esame il decreto spending review
Il maggior motivo di preoccupazione di Monti riguarda il decreto sulla spending review, all'esame del Senato, con il Pd che insiste nel sostenere le richieste delle Regioni di rivedere i tagli alla sanità, cosa che metterebbe a rischio i saldi. Determinante anche il decreto sulle dismissioni degli immobili pubblici, da martedì al voto in commissione Finanze e Bilancio del Senato. Esso apre la strada alla vendita di immobili di cui ha parato il ministro Vittorio Grilli oggi, e che dovrebbe portare in cassa 15-20 miliardi l'anno. Su questo punto però il Pdl, con Maurizio Gasparri e Daniele Capezzone, chiede maggior incisività all'esecutivo.

Le regioni puntano i piedi
Monti incontrando Vasco Errani e i Presidenti non ha raggiunto un accordo e resta sempre l'incognita di un Pd pronto ad appoggiare le richieste degli enti locali anche in sede parlamentare, presentando emendamenti (il termine scade il 19 alla commissione Bilancio del Senato) che alterino i saldi. Questi, ha sempre rimarcato il presidente del Consiglio, non si possono toccare: o si rischia - è il ragionamento fatto in ambienti governativi - l'aumento dell'Iva ad ottobre e il taglio dei Fondi per il sisma in Emilia. Al momento non sono previsti vertici di maggioranza, ma il relatore alla spending review Paolo Giaretta (Pd), osserva che una soluzione puo' passare solo per un accordo tra il governo e le Regioni e anche con le forze della maggioranza.
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