politica

"La Dc non cadde per Tangentopoli"

Casini: a premier poteri scioglimento

04 Mag 2004 - 00:37

"Dc e Psi non sono caduti per Tangentopoli, o almeno non solo per Tangentopoli, ma per l'esaurirsi di una esperienza politica, quindi per motivi storici". Lo ha affermato il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, intervenendo al seminario sulle radici culturali della Cdl. Casini ha poi respinto le affermazioni secondo le quali i centristi "vogliono rifare la Dc" perché quella esperienza non è più ripetibile.

"Non deve essere un tabù che si parli dei poteri del premier in ordine allo scioglimento delle Camere", ha poi detto Casini, sottolineando che "i ribaltoni sono il cancro della democrazia". Poi ha sostenuto che "si deve affrontare subito la riforma delle pensioni", anche se "il tema è doloroso".

Quindi ha voluto precisare, riferendosi alle polemiche dei Radicali e di parte delle opposizioni sul rinvio della discussione sui testi di indulto e indultino: "Il Parlamento non è stato omissivo sui temi della giustizia, non ha rinviato i problemi".

Casini: riforme non più eludibili
Giustizia, pensioni, federalismo sono tutte riforme ineludibili. Il presidente della Camera è perentorio sul tema riforme. Per Casini "in uno Stato di diritto nessuno può ritenere un tabù le riforme sulla giustizia" e "quello che non si può dire è che sulla giustizia il Parlamento sia stato distratto". E un tabù non deve essere la riforma pensionistica o quella sul federalismo che "è ineludibile". Bisogna stare attenti a "non mettere contro le due parti del Paese".