Il mondo politico: "Mai più Shoah"
Destra e sinistra unite nella memoria
Si celebra la "Giornata della memoria" fra cerimonie pubbliche e dolore privato di chi ha perduto parenti o amici durante l'Olocausto. Anche il mondo politico si unisce al Paese, facendo in questa occasione una doverosa riflessione e facendo propria la lezione della storia. Da destra e sinistra un'unanime condanna del totalitarismo e delle sue degenerazioni e un appello, mai vano, alla moderazione dei toni del dibattito politico.
Il premier Silvio Berlusconi ha ricordato l'olocausto con un messaggio trasmesso televisivamente: "Il giorno della memoria è una ricorrenza dolorosa e deve essere celebrato con una riflessione sulle atrocita' di cui puo' essere capace l'uomo -ha detto il presidente del Consiglio- e sulle aberrazioni di cui può essere capace l'uomo". Berlusconi ha invitato a meditare sulla Shoah e su un secolo, quello scorso, "che avrebbe potuto essere ricordato per i traguardi straordinari raggiunti nel campo del progresso e, invece, e' passato alla storia anche per gli orrori, per le sofferenze inferte agli uomini dai due totalitarismi del secolo, quello nazista e quello comunista". Piero Fassino parla a tutto campo, ha appena finito di presentare il bel volume sull'Europa scritto da Roberto Ippolito e non gli mancano certo le parole: "perpetuare la memoria di una tragedia perché non accada mai più, è un impegno di ogni società, di ogni uomo e donna civile. L'Europa è stata innanzitutto il luogo dove nel corso del Novecento sono nate e vissute due enormi tragedie politiche come il nazismo e il fascismo". Il ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani ha soprattutto parole di amicizia per la comunità ebraica per quello che ha saputo dare al Paese in termini di civiltà. "Solo attraverso la piena consapevolezza delle terribili tragedie e delle atrocità del passato e il riconoscimento delle ragioni storiche può essere di fatto perseguita la pace e la libertà", ha detto Urbani. Significativamente il Parlamento approverà un disegno di legge che costituisce il primo passo dell'istituzione a Ferrara di un museo nazionale della Shoah, una proprosta che lo stesso minsitro Urbani aveva formulato come primo atto del suo mandato. A nome della casa della libertà Antonio Tajani sottolinea il mandato europeo a sconfiggere ogni forma di razzismo. "L'Ue è nata per impedire che si ripetano scempi e tragedie come l'olocausto. Ma l'Europa deve continuare a difendere i valori di libertà, democrazia e tolleranza, perché purtroppo anche al suo interno ci sono dei segnali preoccupanti di antisemitismo".
"Le leggi razziali costituiscono una pagina vergognosa della storia nazionale, che ha determinato degli orrori. Condannarle, stigmatizzarle, denunciarne l'immoralita' e' doveroso per tutti e anche se lo si e' fatto una volta ci sono sempre occasioni in cui occorre ripetere con molta nettezza questo giudizio". Presa di posizione molto netta che giunge dal vicepresidente del Consiglio e leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini: "Oggi l'Italia si è unita contro ogni forma di razzismo e intolleranza. Credo che, almeno per quel che riguarda la necessità di non dimenticare e di tenere alta la guardia nei confronti di ogni forma di razzismo e intolleranza, oggi l'Italia sia tutta unita". "Altra cosa - ha proseguito Fini - è la normale dialettica politica che deve rimanere inalterata".
Come sindaco di Roma, città che conta il maggior numero di appartenenti alla comunità ebraica italiana con più di 12.000 su 27.500, Walter Veltroni chiede a nome di tutti gli uomini di buona volontà che venga superata la parola "razza". Il Primo cittadino è intervenuto in Campidoglio ribadendo che l'unica razza possibile è quella umana. "Non accetto nemmeno il termine 'multirazzialità',ma eventualmente quello di 'multiculturalità'".
