politica

D'Alema: "Eredi rilancino Fiat"

"Agnelli, grande uomo d'impresa"

03 Mag 2004 - 23:16

"Ricordo Gianni Agnelli come un grande uomo d'impresa che ha saputo interpretare con saggezza il suo ruolo". Lo si legge nel messaggio inviato alla famiglia Agnellli dal presidente dei Ds, Massimo D'Alema. "Coltivo la speranza - prosegue - che i suoi eredi, in un momento così delicato per le sorti dell'azienda alla quale egli ha dedicato l'energia di una vita, avranno la capacità di rilanciare un'impresa che tanto rappresenta per il nostro Paese".

"Un grande uomo d'impresa -aggiunge D'Alema- che ha saputo interpretare con equilibrio e saggezza il suo ruolo, tanto sul piano professionale che su quello politico e civile". L'Avvocato, prosegue il messaggio del presidente dei Ds, "e' stato per decenni un interlocutore prezioso anche per quelle forze del mondo del lavoro e del riformismo che pure hanno vissuto i passaggi piu' delicati della vicenda industriale della Fiat da una frontiera opposta, anche se mai nemica, alla proprieta'. Di quell'azienda che intreccia, forse in modo inscindibile, il proprio destino dal suo nome e della sua storia personale".

L'auspicio sul rilancio della Fiat
"In anni piu' recenti, alla luce dei suoi impegni parlamentari come senatori a vita e delle mie responsabilita' istituzionali -ricorda l'ex presidente del Consiglio- ho avuto modo di incontrarlo e di parlargli con maggiore frequenza. Erano colloqui sereni e ricchi di quell'umanita' e di quella visione aperta dei problemi della politica, dell'economia e della societa' che, col tempo, ho imparato a conoscere e ad apprezzare". "Coltivo la speranza -conclude D'Alema- che i suoi collaboratori ed eredi, in un momento cosi' delicato per le sorti dell'azienda alla quale egli ha dedicato l'energia di una vita, avranno l'intelligenza e la capacita' di rilanciare un'impresa che tanto rappresenta per la storia e per il futuro del nostro Paese".

L'ultima telefonata con l'Avvocato
"Gli ho fatto gli auguri per Natale al telefono e ho sentito un uomo stanco, malato, ma capace di guardare la sua malattia ancora con senso dello humor e con grande intelligenza: una personalita' grande, e credo che manchera' a tutti gli italiani", ha raccontato D'Alema, a margine del convegno Ds "Dalle disuguaglianze alla cittadinanza". "Agnelli - ha aggiunto - e' scomparso quasi simbolicamente nel momento della crisi di questa grande azienda nel momento in cui sta cercando una nuova via. Io spero che la Fiat trovi una nuova via in grado di rilanciare la funzione di questa impresa nella vita del paese anche se, certo, non sara' piu' la Fiat di Gianni Agnelli". 

D'Alema ha detto inoltre "per quanto purtroppo la sua malattia facesse si' che questo evento fosse atteso, tuttavia colpisce, emoziona, la scomparsa di un grande protagonista della vita del paese, dell'economia, della politica, della vita civile e del costume". Secondo D'Alema, Agnelli e' stato un uomo "che ha saputo interpretare il suo ruolo con una attenzione agli interessi generali dell'Italia e con una grande rispetto per i suoi interlocutori". Il presidente dei Ds ha poi ribadito di averne potuto apprezzare, nel corso dei colloqui avuti con l'Avvocato negli ultimi anni, "l'intelligenza, il suo amore per il paese e il suo senso dell'umorismo".