politica

Iraq,Ds a premier:riferisca in Aula

Vogliono sapere posizione del governo

03 Mag 2004 - 23:10

I deputati Ds hanno presentato una interpellanza a Berlusconi, primi firmatari Fassino, D'Alema e Violante perché riferisca alla Camera sulle iniziative del governo sulla crisi irachena. I Ds rilevano che il governo non ha ancora manifestato in Parlamento il proprio orientamento. E per Angius "le parole del portavoce della Casa Bianca, sulla partecipazione dell'Italia ad una coalizione con Usa, Australia e Gb nella guerra contro l'Iraq è inquietante".

Nell'interrogazione i Ds ricordano che il 27 gennaio scade il termine per la presentazione della relazione degli ispettori Onu, ma gli Usa preparano "un poderoso dispiegamento di truppe ed armamenti" in vista di un attacco che potrebbe partire senza una nuova deliberazione del Consiglio di sicurezza. Se il governo britannico e' schierato con gli Usa, "netto" e' il pronunciamento di Francia e Germania "contro l' opzione militare", e note sono le "riserve" di Russia e Cina.

L'interrogazione lamenta che nell'incontro degli ambasciatori dei paesi della Nato tenutosi il 23 gennaio, "l'unico diplomatico che non sarebbe intervenuto nel dibattito" sulla richiesta americana di appoggio "sembra essere stato il nostro rappresentante, evidentemente, in assenza di precise e appropriate indicazioni governative".

L'interrogazione chiede quindi quali iniziative il governo "abbia assunto e si orienti ad assumere per una soluzione non traumatica della crisi in atto e per evitare unilaterali delegittimazioni delle Nazioni Unite, restituendo un ruolo ed una rinnovata credibilita' internazionale al nostro Paese".

Angius: parole di Fleischer inquietanti
"Le affermazioni del portavoce della Casa Bianca, Ari Fleischer, relative alla partecipazione dell'Italia ad una coalizione che comprenderebbe, oltre agli Stati Uniti, l'Australia, la Gran Bretagna e un certo numero di Paesi ex comunisti nella guerra contro l'Iraq e' assai inquietante", afferma in una dichiarazione il presidente dei senatori Ds Gavino Angius, secondo il quale "nel momento in cui la Germania e la Francia, la stessa Unione europea per bocca del presidente Prodi, la Cina ed altri Paesi ritengono evitabile la guerra all'Iraq e si dichiarano contrari ad essa, dalla Casa Bianca viene speso l'impegno italiano nella guerra contro Saddam". 

"Poiche' sono passate poche ore - prosegue Angius - dall'incontro tra il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, e il sottosegretario di Stato, Colin Powell, viene da chiedersi quali siano stati gli impegni che il ministro degli Esteri ha assunto con l'amministrazione Bush per conto dell'Italia. Il ministro Frattini non aveva alcun mandato da parte del Parlamento italiano per impegnare il nostro Paese a fianco degli Usa nella guerra all'Iraq, guerra che l'Onu sta lavorando per scongiurare".

"E' estremamente urgente - conclude Angius - un chiarimento del governo. O il ministro Frattini ha speso l'impegno italiano con l'amministrazione Bush, e allora deve renderne conto alle Camere, oppure il portavoce della Casa Bianca ha millantato un impegno inesistente che il governo italiano deve immediatamente smentire. Chiediamo al presidente del Senato di attivarsi affinche' il governo venga subito a riferire sulla vicenda".

Le affermazioni del portavoce della Casa Bianca
Fleischer aveva di fatto inserito l'Italia fra gli alleati che gli Stati Uniti prevedono far parte "della coalizione multilaterale" che disarmerà con la forza Saddam Hussein, se sarà necessario. Fleischer aveva poi aggiunto: "Se ci sarà la guerra, gli Stati Uniti saranno a capo di una coalizione piuttosto robusta" e ha citato, dopo l'Italia, "Australia, Gran Bretagna e un numero di Paesi ex comunisti dell'Europa orientale".

Pecoraro Scanio: governo sostenga Prodi
"Il governo italiano sostenga Prodi e l'iniziativa europea contro la guerra". Lo chiede Alfonso Pecoraro Scanio. "Basta con le posizioni ridicole alla Ponzio Pilato che danneggiano la credibilita' italiana. Il governo sappia fare una scelta europea e decida per la pace -dice il presidente dei Verdi- Dopo le dichiarazioni di Prodi, occorre scegliere: o si e' per la pace o si favorisce comunque la guerra. Piu' dell'80 per cento degli italiani e' contrario al conflitto in Iraq e alla guerra preventiva. Si rispetti almeno la volonta' popolare".